Luca Argentero I cocktail e il dietro le quinte della notte raccontati da un 2nighter delle origini.
E’ uno dei pochi reduci di reality (in breve, ex Gf) ad avere un lavoro vero. Qualcuno, magari i cinefili più intransigenti, forse non se è ancora accorto ma Luca Argentero è uno dei più affermati ‘giovani attori’ italiani. Dopo aver preso parte a Saturno contro, tra 2008 e 2009 è nel cast di tre film importanti: Solo un padre di Luca Lucini, Diverso da chi e Il grande sogno di Michele Placido. Ovviamente, Luca tanto giovane & scapestrato non è più, visto che ha 30 anni, è laureato da anni in Economia e commercio e sta con una persona, l’attrice Myriam Catania, da un bel po’ di tempo. A sentirlo parlare dei tempi in cui faceva il barman in discoteca e lavorava per 2night.it (ha collaborato con la nostra casa editrice nel 2001, NdR), sembra di sentir parlare un uomo maturo. “Qualche contratto per 2night lo portai a casa, ma non sapevo mica cosa volevo fare nella vita”, racconta. “Allora vivevo notte dopo notte divertendomi, in senso positivo. Non è che facessi chissà che, intendiamoci, ma al domani non ci pensavo proprio”.
Come hai fatto a sfondare?
Ho avuto una gran fortuna, ecco tutto. Non sognavo neppure di fare l’attore, pian piano è successo e sono pure così fortunato da poter interpretare film così diversi tra loro.
Facevi il barman, non il pr o il dj, la fatica fisica si faceva sentire o no?
Certo! A fine serata i barman portano fuori la spazzatura, non è un lavoro per tutti. Ma ricordo ancora il piacere di vedere un cliente contento, che beveva soddisfatto… e la voglia di rifare da capo un cocktail a chi invece scuoteva la testa.
Era solo un modo per mantenerti mentre studiavi…
Si, nel senso che serviva anche a quello. Ma col tempo è diventata una vera passione. Lavoravo di solito in coppia con un mio amico ed erano addirittura i locali a chiamarci. Col tempo è diventato un lavoro vero e proprio, lo facevo con passione. Gli orari sono improponibili, ossia si lavora di notte, ma è stata un’esperienza splendida.
E’ un capitolo chiuso, quel del tuo rapporto con i locali?
Non è detto… Per un periodo pensavo di aprire un locale con alcuni amici, poi per fortuna abbiamo desistito. Lavorare in una discoteca è divertente, ma portarla avanti credo sia un incubo. Ma saper fare il barman è importante. Se la mia carriera di attore dovesse andare a catafascio, il che può sempre capitare, potrei trasferirmi in Australia a lavorare. Non scherzo, un buon Tequila Sunrise parla un linguaggio universale!
( 5 – Fine.)
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