È il momento del cibo naturale. Su Dove di maggio i ristoranti italiani più lungimiranti e coraggiosi che cucinano le pietanze con i prodotti del proprio orto.

Si è parlato a lungo dell’ orto “bio” che Michelle Obama ha fatto all’interno della Casa Bianca e della necessità di ritornare al biologico e al naturale anche per il rispetto dell’ambiente, utilizzando meno diserbanti e sostanze inquinanti. Si parla invece molto poco di quei ristoranti che già da tempo coltivano un orto privato, per poi utilizzarne i prodotti puramente biologici nelle loro cucine. Il mensile Dove dedica l’articolo”Lo chef era nell’orto” ai pochi ma coraggiosi ristoranti italiani che coltivano un proprio fazzoletto di terra.

Il cibo naturale è diventato ormai una vera e propria mania e le trattorie con una propria coltivazione, dove i chilometri tra produttore e consumatore sono pari a zero, sono sempre più ricercate. Ha sempre meno importanza riuscire a trovare prodotti durante tutto l’anno, ritrovando il gusto di mangiare frutta e verdura di stagione.

Dall’articolo “Lo chef era nell’orto” su Dove di maggio

Il celebre Aimo e Nadia, 2 stelle Michelin a Milano, ha da sempre il suo orticello odoroso nel sobborgo di Cusago. E Alfonso Iaccarino, per cucinare al meglio i piatti del suo Don Alfonso (altro 2 stelle) di Sant’Agata sui Due Golfi, si è creato addirittura una piccola azienda agricola, Le Peracciole. Sono due esempi illustri, ma in realtà non seguitissimi. Dove ha cercato in tutta Italia i locali con l’orto. E ne ha scelti otto. Ha poi esplorato due grandi città come Milano e Roma, per trovare i verdurieri doc, che vendano almeno una parte della loro merce, coltivata in proprio. Rari, ma buoni.

Pochi ma buoni, perché ci vuole tempo e impegno per coltivare un orto in proprio, oltre al terreno. In più utilizzando i prodotti dell’orto bisogna saper organizzare la cucina a lavorare esclusivamente con i prodotti di stagione.
In Friuli, in provincia di Gorizia, si trova una locanda che offre oltre agli ortaggi anche le erbe aromatiche del proprio orto: è la Lokanda Devetak di San Michele del Carso, di Augustin e Gabriella Devetak. Il nonno Renato coltiva nel suo campo verdure di stagione e erbe aromatiche, e i proprietari arricchiscono la cucina con erbe e finocchietti selvatici che raccolgono nel bosco alle spalle della trattoria. La Lokanda offre una cucina stagionale e originale, unendo ingredienti e tradizioni italiane, slovene, austriache e mediterranee.

Immersi nel verde della Brianza, a Viganò in provincia di Lecco, c’è poi il ristorante Pierino Penati, con un immenso orto che ad ogni stagione regala al proprietario tantissime verdure e erbette di stagione.
I veri piatti genovesi tradizionali si mangiano davvero alla Cabanetta di Cianderlin, dove i proprietari curano le serre, l’orto e anche il bestiame sulle colline intorno al loro ristorante.
Tra le colline della Val d’Arda, nel Piacentino, la famiglia proprietaria del locale Da Giovanni, coltiva il proprio orto dal lontano 1964, e da allora le pietanze sono create con i suoi prodotti rigorosamente bio.

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