Le Nuove Tendenze dell’Elettronica (Parte IV) – Il Borsino dei DJ. Riempi-piste con le tasche piene…quanti soldi prendono i dj superstar?
Da 2night Magazine – Gennaio 2009
Quali sono i locali, le serate e i dischi che trasformano un metti dischi qualsiasi in una star? Come mai James Zabiela da un paio d’anni gira i top club italiani (Amnesia, Cocoricò, Bolgia…), mentre un altro connazionale, l’ex riempi-piste Tom Stephan aka Superchumbo, è quasi sparito? Cosa è cambiato? Il primo in un attimo è diventato un fenomeno mentre il secondo chissà come e chissà perché ha perduto la capacità di far ballare?
Benvenuti nel favoloso mondo dei top dj, uno spazio mentale in cui perdersi è facilissimo grazie anche al profumo dei tanti soldi che certe star incassano. Se il clubbing nostrano è in crisi, chiedetelo a chi gestisce la vostra disco di fiducia, i dj guest italiani d’alto livello continuano a guadagnare parecchio (dai 4.000 ai 15.000 euro). Per gli internazionali, poi, si sale ancora. “Spesso il gioco non vale la candela, per cui punto su serate organizzate insieme a realtà forti come m2o Diabolika”, spiega Giordano Vecchi del Bolgia.
Ma come si fa a scegliere il guest giusto? L’unica classifica che conti qualcosa è quella del magazine britannico Dj Magazine. La Top 100, gli appassionati la chiamano così, in realtà, nasce dal basso, dai voti online di ben 350.000 clubber sparsi per 167 paesi. Ma come ogni chart, non dice tutto. Tiesto (n. 2), probabilmente, in un anno guadagna molto più di Armin Van Bureen (n. 1) e se è vero che il sound trance olandese piace (al n. 6 c’è anche Ferry Corsten), probabilmente ci sono tanti trentenni appassionati di house non perdono a tempo a votare questa o quella star. E poi, il clubbing è una faccenda strana: l’italiano Mauro Picotto è arrivato fino alla top 10, ma solo da quando è sceso parecchio (quest’anno è 72esimo) si è conquistato uno spazio a Ibiza con la sua Meganite. Come se dopo tanta visibilità, sia necessario ripartire dall’underground per restare veri dj.
“Non se ne parla molto perché non abbiamo gossip star stile Britney Spears”, dice Paul Van Dyk, il cui cachet si aggira sui 20.000 euro più le spese. “Ma la musica elettronica è un movimento internazionale in costante crescita in tutto il mondo”. Ossia, se vuoi uno come Paul, devi sottostare alle sue condizioni, sennò lui ti saluta e va a suonare a Tokyo, a Riga, a Londra, in Colombia… Tra l’altro il top dj tedesco non è tra i più esosi, visto che Tiesto ne guadagna circa 30.000, Danny Tenaglia supera i 40.000 e il giovane Zabiela oggi non si muove per meno di 10.000 euro. Van Dyk però, a differenza di altri colleghi molto attenti al portafoglio, centellina le sue apparizioni e dice un sacco di no. La sua recente serata all’Amnesia è arrivata dopo sopralluoghi, informazioni, richieste. Un artista di un certo livello è come un marchio di lusso, non può essere associato al primo club che capita. “Lavoro in tutta Italia ma in ogni regione ho consulenti che mi aiutano a scegliere le situazioni migliori”, conferma Faber, da anni il vocalist numero uno in ambito fashion club.
Ci sono i classici che funzionano sempre perché ormai hanno assunto lo status di mito come Sven Vath (il suo cachet si aggirerebbe sui 25.000 euro più le spese ma spesso lavora con formule diverse) e fenomeni strani come Satoshi Tomiie. Da noi da anni gioca in serie A: i club se lo contendono, mentre a Ibiza per certi versi è ancora ‘il rimpiazzo’ di David Morales e Frankie Knuckles, i boss della label newyorkese Defmix. Nomi che in Italia ormai suonano pochissimo perché, semplicemente, in questo momento non funzionano quanto il loro cachet (18.000 euro spese comprese). Forse la loro house è troppo vicina alle radici black del genere per i nostri gusti attuali.
Anche il movimento minimal tedesco dei vari Villalobos, Richie Hawtin & Luciano dopo anni di crescita, si è un po’ fermato lasciando spazio a musica più varia e vicina al rock come quella proposta in questo periodo da collettivi ‘nu rave’ / ‘fidget’ (a ognuno la sua definizione, sempre di musica che picchia si tratta) come Digitalism, Crookers, Bloody Beetroots, Cyberpunkers, Boys Noize.
Anche il fenomeno delle dj girl è in deciso calo. Era nato dal niente, dalle grazie di una certa francesina, Dj Christelle, (oggi scomparsa nel nulla o quasi) e si era consolidato grazie a schiere di conigliette da consolle. Oggi l’unica che suona con costanza in tutta Europa è Niki Bellucci, ex-pornostar dal corpo mozzafiato, che suona con le tette di fuori. Ancora da capire se il suo successo sia dovuto a questo particolare look o alla sua bravura nel mixare.
Meno male che ci sono i senatori italiani, loro qualche certezza la danno: Coccoluto fa meno serate (ma solo perché quando le fa guadagna anche 15.000 euro), mentre Ralf e Alex Neri continuano a riempire i migliori locali di tendenza. Joe T Vannelli ha abbandonato la one night Supalova solo per dedicarsi al meglio alla gestione dei suoi club, l’Area Venezia e La Canniccia in Versilia.
“Con i Cube Guys, il dj duo di cui faccio parte con Luca Provera, sto vivendo la mia terza vita artistica”, spiega Roberto Intrallazzi, uno che già a fine anni ’80 faceva conoscere nel mondo la spaghetti house nel mondo con i suoi F.P.I. Project (la sola Rich in Paradise vendette oltre un milione di copie). Più tardi è diventato una presenza fissa nei top club italiani proponendo suono soprattutto elettronico. “In realtà faccio parte della seconda generazione, a 16 anni scappavo di casa per andare ad ascoltare Daniele Baldelli”, racconta, “Da gente come lui ho imparato che la professionalità e la ricerca musicale contano, anche se non sono tutto”. Il progetto Cube Guys infatti è cresciuto molto soprattutto all’estero, grazie a produzioni di qualità e all’appoggio di Melodica, la casa discografica di cui da poco Intrallazzi è anche a&r, ovvero direttore artistico. “Il 24 dicembre suoniamo in Olanda, il 16 gennaio in Florida, il 17 a Montreal…”, racconta. In questo momento il loro cachet si aggira sugli 8.000 euro euro più le spese (ovvero voli business, hotel 4 o 5 stelle, cene, etc…), ma c’è da scommettere che salirà parecchio, visto che il loro booking oggi lo gestisce una certa Mona Rennalls. Chi è costei? La dj manager che ha creato il mito Bob Sinclar.
(4 – Continua)
Le Nuove Tendenze dell’Elettronica (Parte I)
Le Nuove Tendenze dell’Elettronica (Parte II)
Le Nuove Tendenze dell’Elettronica (Parte III)
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