Archive for dicembre, 2008

Capodanno intorno al mondo (I parte) – USA

Capodanno, appuntamento improrogabile con festeggiamenti e speranze per il futuro, soprattutto quest’anno… Lo speciale 2night inizia il countdown dagli Stati Uniti, New York e Miami le mete più ambite per gli autoctoni e anche per noi europei, con tre feste di grande levatura.

NEW YORK – TIESTO ALLA ROSELAND BALLROOM
Acclamato come uno dei più importanti dj e produttori di musica trance, è stato anche il primo dj a fare il tutto esaurito per due serate consecutive suonando in uno stadio con 25.000 persone a set. Tiësto è anche il dj più pagato al mondo: 650.000 euro a serata (più extra, jet privato, ecc…), ma il suo cachet può arrivare fino a 2.500.000 euro, come accaduto in un precedente capodanno a New York. Per ascoltarlo alla Roseland Ballroom si parte dai 150$ per una VOSTRA fugace apparizione senza cocktail, ai 4500$ del lato consolle.

NEW YORK – NEW YEAR’S EVE 2009 ALL’ HOTEL GANSEVOORT
L’anno scorso tra i vip che hanno festeggiato il Capodanno c’erano Kid Rock e Mena Suvari e quest’anno non sarà da meno. Situato nel “super fashion” Meatpacking District vanta una vista a 360° sulla città e in particolare sul fiume Hudson. Il party di Capodanno offre servizio ristorante e bar, l’accesso all’esclusiva Underground Ultra Lounge e il brindisi di inizio anno negli spazi della piscina situata sul tetto. Un hotel extra lusso ma non inarrivabile… la serata costa 175$ e “toccate” il cielo di New York, ci può stare.

MIAMI – FONTAINEBLEAU POOLSIDE NEW YEAR’S EVE WITH ADAM LEVINE OF MAROON 5
Il Fontainebleau e in particolare Liv, il nightclub dell’hotel, si riconfermano il fulcro della nightlife di Miami Beach. Lusso sfrenato che rievoca i fasti anni ’30 dell’hotel con la più grande piscina privata di tutti gli Stati Uniti. Proprio a bordo piscina si svolge il party di capodanno che vede come guest della serata Adam Levine, voce dei Maroon 5. I prezzi variano dai 175$ della sola entrata e calice per il brindisi ai 25000$ della Oasis Pool Cabana che vanta due Magnum di Don Perignon tra I “gadget” offerti.

( 1 – Continua)

Corona Save the Beach party allo Spazio Pelota

A che cosa pensate quando vedete qualcuno che indossa una camicia hawaiana con una Corona ghiacciata in mano? Mare, bikini, tavole da surf, belle spiagge? Elementare. Trasponete l’immaginario da riviera al centro di Milano, come un viaggio su Google Hearth, veloce, rapido. Avrete a grandi linee un immaginario del party organizzato da Corona, ieri allo spazio Pelota. Un evento che ha saputo coniugare glamour e salvaguardia dell’ambiente.

La maison catalana Custo Barcelona ha presentato con una sfilata la collezione “beach-wear” a cui ha partecipato anche la top model israeliana Bar Raffaeli. Bikini, costumi e accessori hot per l’estate che verrà. Presenti anche numerosi volti della televisione e della moda, tra cui una splendida Barbara D’Urso.

Subito dopo è stata la volta dello show case di Xavier Rudd, accompagnato da un batterista. Venti muniti entsiasmanti a cavallo tra reggae, funk, pop, rock. Il funambolico musicista e surfista australiano (nonchè ambientalista) è in grado di suonare contemporaneamente chitarra slide, digeridoo, percussioni e armonica a bocca. Il suo show è stato un breve intermezzo di genuina passione musicale suggellata dalla cover di No Woman no Cry.

Questa la crono-storia dell’evento che farà tappa anche a Londra e Berlino. Ma la vera notizia è il lancio del progetto internazionale Corona Save The Beach (www.coronasavethebeach.org) per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla salvaguardia ed il recupero delle spiagge nel mondo. La famosa birra, a partire da oggi, si impegna al recupero di una spiaggia ogni anno. E voi avete in mente una spiaggia da recuperare? Scommetto di si. Allora registratevi e segnalatela sul sito.

Oppure come suggerisce la “regola n°10 per tenere pulite le nostre spiagge”: “Organizza una spedizione di pulizia in spiaggia raccogliendo la spazzatura con un gruppo di amici e diffondi il messaggio affinché la gente continui a mantenere la spiaggia pulita”.

Il resto delle foto dell’evento le trovate qui.

La Notte di Max Pezzali

Come vive la notte Max Pezzali, la popstar italiana che ha concluso di recente a Padova la sua trionfale tournée nazionale? 

Amo navigare in Internet e informarmi su tutto quello che è successo nel mondo, soprattutto negli Stati Uniti. Appena posso clicco sul portale di Aol e ascolto le web radio americane. 

Cinema o televisione? 

Da quando ho messo su famiglia sto più volentieri davanti alla tv a vedere un bel film o un documentario strano su un canale satellitare. 

E se dovessi mangiare fuori? 

Sono più da pasto veloce, cibo spazzatura: ricordo con piacere il Two Bells di Seattle dove ho mangiato il cheeseburger più buono di sempre, servito non nel classico pane rotondo, ma in una baguette con tanto di formaggio francese. In Italia non si può non fare un salto all’Hard Rock Cafè di Roma. 

Sei per la cucina etnica? 

Mi ispira molto quella indiana dell’Ashanti di Roma, dove si mangia bene a un prezzo onesto. Sempre a Roma vado spesso all’Hamasei, un vero ristorante giapponese da oltre 30 anni. 

Drink preferito? 

Adoro lo spritz del Terrazzamare di Jesolo: bevuto sulla spiaggia al tramonto appaga tutti i sensi. 

Un posto per finire la notte?  

Davanti al Gasoline di Jesolo, in sella alla moto tra amici a parlare di grandi viaggi o di parti customizzate delle nostre Harley. 

Niente colazione? 

L’ideale per me è alzarmi a casa la mattina e riempirmi la tazza di latte e cornflakes! 

Foto di Paolo Braghetto.

The Art Of The Cocktail (V Parte)

Luca Argentero I cocktail e il dietro le quinte della notte raccontati da un 2nighter delle origini.

E’ uno dei pochi reduci di reality (in breve, ex Gf) ad avere un lavoro vero. Qualcuno, magari i cinefili più intransigenti, forse non se è ancora accorto ma Luca Argentero è uno dei più affermati ‘giovani attori’ italiani. Dopo aver preso parte a Saturno contro, tra 2008 e 2009 è nel cast di tre film importanti: Solo un padre di Luca Lucini, Diverso da chi e Il grande sogno di Michele Placido. Ovviamente, Luca tanto giovane & scapestrato non è più, visto che ha 30 anni, è laureato da anni in Economia e commercio e sta con una persona, l’attrice Myriam Catania, da un bel po’ di tempo. A sentirlo parlare dei tempi in cui faceva il barman in discoteca e lavorava per 2night.it (ha collaborato con la nostra casa editrice nel 2001, NdR), sembra di sentir parlare un uomo maturo. “Qualche contratto per 2night lo portai a casa, ma non sapevo mica cosa volevo fare nella vita”, racconta. “Allora vivevo notte dopo notte divertendomi, in senso positivo. Non è che facessi chissà che, intendiamoci, ma al domani non ci pensavo proprio”.

Come hai fatto a sfondare?

Ho avuto una gran fortuna, ecco tutto. Non sognavo neppure di fare l’attore, pian piano è successo e sono pure così fortunato da poter interpretare film così diversi tra loro.

Facevi il barman, non il pr o il dj, la fatica fisica si faceva sentire o no?

Certo! A fine serata i barman portano fuori la spazzatura, non è un lavoro per tutti. Ma ricordo ancora il piacere di vedere un cliente contento, che beveva soddisfatto… e la voglia di rifare da capo un cocktail a chi invece scuoteva la testa.

Era solo un modo per mantenerti mentre studiavi…

Si, nel senso che serviva anche a quello. Ma col tempo è diventata una vera passione. Lavoravo di solito in coppia con un mio amico ed erano addirittura i locali a chiamarci. Col tempo è diventato un lavoro vero e proprio, lo facevo con passione. Gli orari sono improponibili, ossia si lavora di notte, ma è stata un’esperienza splendida.

E’ un capitolo chiuso, quel del tuo rapporto con i locali?

Non è detto… Per un periodo pensavo di aprire un locale con alcuni amici, poi per fortuna abbiamo desistito. Lavorare in una discoteca è divertente, ma portarla avanti credo sia un incubo. Ma saper fare il barman è importante. Se la mia carriera di attore dovesse andare a catafascio, il che può sempre capitare, potrei trasferirmi in Australia a lavorare. Non scherzo, un buon Tequila Sunrise parla un linguaggio universale!

( 5 – Fine.)

Venice Comic Art Fest: Milo Manara Alla Fondazione Querini Stampalia

“Manara? Ma si, quello che disegna le donne nude”. Questo è il risultato di un breve sondaggio effettuato su alcuni campioni maschili di età compresa tra i 25 e i 30 anni, rispondenti alla domanda: “Conosci Milo Manara?”. L’inchiesta l’ho fatta io poco prima di recarmi alla Querini per l’inaugurazione della prima edizione del Venice Comic Art Fest, venerdì 12 dicembre alle 18. Ab uno disce omnis… In verità, nemmeno io sono molto afferrata per quel che riguarda l’argomento “fumetti”. Beh, Milo Manara è un artista, disegnatore e autore di fama internazionale, celebre, certo, per i fumetti erotici, ma non solo.

Questa personale, “Nuovi Sogni“, in esposizione fino all’11 gennaio 2009, che ha aperto il festival e che ha visto la partecipazione di persone di diverse generazioni, interessate e coinvolte, riesce a mettere in luce proprio i diversi aspetti delle opere dell’artista veronese, nato in Alto Adige (come me!), che ha studiato a Venezia (come me! Dovevo proprio conoscerlo…),  essendo divisa in 6 sezioni: L’arte, Il Cinema, Il Teatro, I Borgia, Valentino Rossi, e la Pubblicità. E’ nota l’amicizia negli anni ’80 tra Manara e Hugo Pratt, che ha portato alla realizzazione del racconto “Tutto cominciò con un’estate indiana“, ma anche ad esempio la collaborazione tra Manara e Federico Fellini.

Alla presentazione, era tangibile l’entusiasmo del presidente di Venezia Comix, Fabrizio Capigatti, del direttore di Venice Comic Art Fest, Emanuele Tenderini, e del comico David Riondino (per i cui spettacoli Manara ha realizzato una serie di illustrazioni), che ha voluto sottolineare, con ironica finezza come, tra tali grandi artisti, si abbia la fortuna che Milo Manara sia ancora tra noi (povero, non è così vecchio, è del ’45!).

Vi consiglio caldamente di non perdervi questa esposizione,  stuzzicante anche per gli amanti dei motori, tifosi di quell’eccentrico Valentino Rossi, del quale l’artista veronese ha tradotto un’idea in una curiosa opera di 46 tavole (il numero della sua moto).

Guarda tutte le foto dell’inaugurazione