Designer before Christmas

Sarà un anno nero. Non per la crisi, ma all’insegna del design. E’ il nero il tema di 365% Daysign 2009, il primo calendario per art&design victims, presentato venerdì 19 dicembre allo spazio Monotono di Vicenza durante la festa degli auguri di Natale di FuoriBiennale. Niente donne discinte da appendere al muro (siamo designer, mica Max), ma opere grafiche disegnate dal fior fiore degli studi creativi italiani. Per vivere con un tocco radical chic tutti i giorni dell’anno.


Il 365% Daysign 2009 propone un calendario sotto forma di mostra, mettendo a “confronto” tredici studi “liquidi” che si muovono tra design, architettura e grafica, tutti rigorosamente testati da un’alta qualità produttiva. Il risultato? 13 mesi (c’è anche il tredicesimo porta fortuna) divertiti e divertenti, da leggere, ammirare, sfogliare… Si va dai personaggi fantasiosi di Paula Castro ai paesaggi di Bellissimo del mese di marzo, dalle figure con influenze orientali di Studiolabo a quelle astronomiche di Shlag.

Dopo essersi vestito di azzurro cyano nel 2007 e di magenta nel 2008, quest’anno Daysign si è colorato di nero per rendere iconico e potente un messaggio, superando il limite della quadricromia, così vista ed usurata. Un po’ lo stesso concetto della location: Monotono, un’area creativa di 500mq, ricavata nel centro di Vicenza dove c’era uno showroom di abbigliamento degli anni ’60. Alla quadricomia quotidiana di iniziative, proposte e linguaggi lo spazio espositivo propone progetti selezionati, coerenti, continuativi ed internazionali. Al momento ospita la mostra di Italo Zuffi “Erased Palladio”: una riflessione critica sul tema dell’architettura.

L’evento di presentazione del calendario è stata una vera full immersion nell’arte e nel design. Dietro alla consolle, dove suonavano i dj, venivano proiettate in grande formato a rotazione le immagini dei mesi del calendario, come in un visual set. Alle pareti c’erano all’apparenza semplici strutture geometriche di decorazione che in realtà erano parte della mostra di Italo Zuffi: le riproduzioni delle piante degli edifici del Palladio rese solide per mezzo di profilati, come tranci di architettura. Molto successo hanno riscosso anche le prove d’artista di Matteo Cibic, dei curiosi cactus messi sotto una campana di vetro con le gambe. Il tutto accompagnato, come nei migliori party, dal contorno di drink e dolci di Natale.

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