Archive for dicembre, 2008

It’s A Small World – Appunti per un weekend intorno al mondo – ( 1 )

 Una guida veloce agli appuntamenti irrinunciabili di gennaio 2009. Dalla World Music del Festival au Désert di Essakane a Pitti Uomo a Firenze, dal festival delle radio pubbliche europee a Groningen alla London Art Fair, dal Sundance Film Festival in Utah al World Music Market a Cannes. I primi 20 giorni di gennaio ci portano dal Mali agli Stati Uniti con frequenti tappe nella Vecchia Europa.

Da 2night Magazine (Gennaio 2009)

Gennaio

5-11 gennaio
Festival au Désert
L’annuale concerto presso l’Oasi di Essakane , nella parte settentrionale del Mali. Un vero e proprio show-case della musica tradizionale dei Tuareg e della World Music.
Oasi di Essakane – Mali

13-16 gennaio
Pitti Uomo
Protagonista di questa settantacinquesima edizione è il tailoring anticonvenzionale di Thom Browne. Inoltre il lancio della linea sartoriale di Comme des Garçons e la grande mostra sul Workwear curata da Oliviero Toscani e Olivier Saillard. Closing Event: L’Altro Uomo Party.
Fortezza da Basso (main location).
Viale Filippo Strozzi, 1
Firenze – Italia

14 – 18 gennaio
London Art Fair
Dopo 21 anni, la manifestazione ritorna in una location spettacolare, nel cuore di Islington. Più di cento gallerie del Regno Unito mettono in mostra l’Arte Moderna britannica e l’opera contemporanea di giovani artisti internazionali.
Business Design Centre
52 Upper Street
Londra – UK

15 e 16 gennaio
Eurosonic Noorderslag
Decima edizione per il grande evento olandese, organizzato in collaborazione con l’EBU, Unione delle radio pubbliche europee, nel quale Radio1 è parte attiva. E’ stata proprio l’emittente radiofonica a scegliere i Baustelle come rappresentanti per l’Italia alla manifestazione. Altra presenza italiana: i Mojomatics.
Postbus 566
Groningen – Olanda

15 – 25 gennaio
Sundance Film Festival
Duecento film selezionati su oltre novemila proposte. 12 teatri in cui vederli. Non solo documentari, film drammatici e corti, ma anche live music show, forum e party per celebrare la comunità del festival.
Festival Headquarters
Park City Marriott
1895 Sidewinder Drive
Park City, Utah – USA

16 – 19 gennaio
Macef 2009
Il Salone internazionale della Casa. Arredo e decorazione. Tavola e cucina. Bijoux, oro e accessori. Una sezione dedicata al classico, tra argenti e bomboniere; e una dedicata all’oggettistica da regalo e alla cartoleria, che aprirà un giorno prima.
Fiera Milano – Nuovo quartiere fieristico
Rho/Pero (Mi) – Italia

17-21 gennaio
MilanoModaUomo
In passerella le proposte di moda maschile per l’autunno/inverno 09/10. Inevitabile corollario di party. To attend: Frankie Attacks 2 – il club party ufficiale di Frankie Morello.
Fiera Milano City (main location)
Via Gattamelata, 5
Milano – Italia

18 – 21 gennaio
Midem 2009
The World’s Music Market. Evento nell’evento il Midemnet (17 e 18 gennaio): da dieci anni l’evento principe per la monetizzazione della musica nell’era digitale; una due-giorni intensa per discutere sulle opportunità e le soluzioni per migliorare il rapporto tra artisti e pubblico.
Palais des Festivals
Cannes – Francia

(1 – Continua)

Marco Paolini: “Vorrei fregare Biancaneve”

In un’intervista racconta il suo ultimo impegno teatrale e la sua ambizione di diventare telepanettone.

Paolini ritorna dove aveva cominciato. Riparte dal raccontare l’infanzia, l’età dell’incanto, come la definisce. E lo fa scegliendo per il debutto i giorni più “incantati” dell’anno: il periodo natalizio, il Capodanno.
“La macchina del capo. Racconto di capodanno”, il monologo teatrale che va in onda la sera del primo gennaio su La7, in diretta dall’ex-tribunale di Padova, è infatti una rivisitazione dei primi due capitoli degli Album, i racconti teatrali scritti tra il 1964 e il 1984 e messi in scena vent’anni fa, e che ora l’attore bellunese ripropone, riveduti e corretti, con un prologo ed  un epilogo nuovi. Con l’ambizione esplicita stavolta di parlare non solo agli adulti: «Sì, vorrei fare teatro per ragazzi in prima serata, durante le vacanze natalizie. Voglio proporre un “telepanettone” che freghi Biancaneve e diventi il nuovo classico di Natale, il mio Giornalino di Giamburrasca», spara Paolini che incontriamo in quel pensatoio artistico che è lo studio padovano della “Jolefilm”.

Così dopo vent’anni di teatro vissuto come impegno civile, atto d’accusa indignato contro stragi impunite e disastri annunciati, l’affabulatore magnetico di Vajont, decide di separarsi dalla sua barba per farsi piccolo e indossare i calzoni corti dei suoi dieci anni. Questo nuova avventura teatrale nasce da una scommessa, da una sfida personale: «Dopo anni di teatro del “disincanto” come antidoto al cinismo, mi sono chiesto se sarei ancora stato capace di trovare l’incanto, che poi è l’essenza stessa del teatro».

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Quello che prova a metterci quando scrive racconti per i nipotini.
A scanso d’equivoci, diciamo subito che la “fanciullezza” raccontata da Paolini è assolutamente refrattaria alla nostalgia che spesso mina gli ‘amarcord’ legati all’infanzia. «Il rischio della malinconia e della nostalgia, in effetti, è micidiale. Ce n’è fin troppa in giro: abbiamo appena finito di celebrare il ’68 e l’anno prima il ’77», afferma. «La nostalgia è un alibi per diventare storici a buon mercato: arriva l’anniversario e mi preparo un almanacco da pubblicare. E’ una delle ricette commerciali del palinsesto. E’ il virato-seppia sulla vecchia foto. E invece il mio non è neanche un “bianco e nero”, né tantomeno una parodia dei bambini-cretini alla Panariello, ma un racconto, con alcuni frammenti».
Un racconto che comincia con la nascita di Nicola, alias Marco, e arriva presto ai suoi dieci anni. Quindi invecchiato solo d’un paio d’anni rispetto a com’era in Adriatico, il primo degli Album (1987). «Giusto per poter immaginare in lui – precisa – alcune tentazioni più forti, alcuni passaggi più significativi, come quello dalle elementari alle scuole medie, dove iniziano a bocciarti».
E’ la storia di un “bambino prealpino” figlio di ferrovieri, che vive tra scuola, un campetto e la ferrovia, e che un giorno scopre il mare. Una scoperta che farà viaggiando in treno per la prima volta da solo, come da solo sarà in colonia: un passaggio iniziatico, un vero e proprio “esame di maturità”, e una severa esperienza di solitudine. Nicola si trova paracadutato a Cattolica alla colonia marina. «Per i bambini della nostra generazione c’erano pochi spauracchi più sinistri della colonia. Forse solo il riformatorio. “Se non ti comporti bene, ti portiamo in colonia”, era la più frequente minaccia dei padri in quegli anni». Ma sarà pure l’occasione per conoscere la signorina Susanna, conturbante accompagnatrice della squadra n.3, che ammalierà il ragazzo.

E poi c’è il calcio e le partite con gli sbarbatelli del quartiere con le regole inventate da chi porta il pallone; e altri giochi iniziatici, come la guerra tra bande, come nei “Ragazzi della via Pal” di Molnar. Il tutto ripreso dal secondo dei racconti degli Album che è Tiri in porta (1990). Ma era bravo a calciare il pallone il ragazzo Paolini? «Macché. Ed era un dramma al momento di fare le squadre venir scelto tra gli ultimi, quasi scartato. Un altro piccolo trauma perché, per dirla alla Meneghello, a quell’età ‘te dispiaseva no eser perfeto’», dice sorridendo.
Sullo sfondo stanno luoghi e situazioni “simbolo”. Come il treno: «Nicola usa sempre il treno. E’ figlio della ferrovia», come Marco, figlio di un ferroviere sindacalista della Cgil. «Va al mare, a Roma, dal Papa, sempre e solo col  treno e così racconta la città vista “del retro”, il ‘lato B’ del mondo. Perché treni e ferrovie sono sempre stati la porta di servizio della città. Così puoi descrivere   le interminabili file di baracche e gli sfasciacarrozze che sfilano davanti ai finestrini prima di arrivare alla stazione Termini». Un’Italia del passato che, in parte, esiste ancora. Della sua famiglia Paolini parla poco. «Temo troppo che mia madre si preoccupi nel sapere che le sto facendo il ritratto»ammette. «E allora Nicola è un figlio unico, mentre io ho un fratello. Peccato, però, dover rimuovere  le vicende tragicomiche vissute con lui, e i giochi perfidi ideati per il fratello minore».
Si parla invece di scuola, di maestri siculi  in scuole padane; d’interrogazioni e dell’irreparabile disastro rappresentato dal buco sulla pagina del quaderno. La tv, invece, non esiste, anche perché in casa Paolini il televisore è arrivato nel ‘67, quando Marco aveva già 11 anni. Così Nicola si diverte con altre immagini, col suo cinema-fai-da-te: «M’è tornato alla mente il gioco che facevo coi fosfeni, parola oscura, che ho incontrato per la prima volta alla lettura  dell’omonima raccolta poetica di Andrea Zanzotto: sono quelle sensazioni luminose provocate dallo strizzarsi gli occhi con energia. Da piccolo ci fai dei film in quel modo. Federico Fellini rammentava in una vecchia intervista quell’operazione come il suo primo cinema».
E qui lo scavo nella memoria di Paolini si fa minuzioso, ossessivo, di un minimalismo anche sensoriale. I particolari evocanti sono un continuo assist alla memoria: si va dai cibi come il succo di frutta Zuegg, al mitico cremifrutto Altea; dalle palline di plastica con la foto dei calciatori ai vari tipi di ricostituenti. «Perché la nostra generazione appariva bisognosa di ricostituenti, tipo l’olio di fegato di merluzzo. Non eri mai immune del rischio del rachitismo o della tubercolosi, e ho ben impresso nella memoria l’immagine dei camion dell’istituto di profilassi che venivano a vaccinarti a scuola. Insomma, ho cercato di torturare la memoria in cerca di dettagli vividi che brucino, che facciano corto circuito», spiega. Per caso a causa di un’infanzia infelice? «No, normalissima. Piena, però, di quei passaggi difficili, di quelle solitudini che porta ogni fanciullezza e adolescenza, quando siamo come delle bisce che cambiano continuamente pelle». Un’esperienza comune, quindi, ma proprio per questo, forse, capace di dire qualcosa, facendo ridere o commuovere, anche ai ragazzi e agli adulti d’oggi.
E qui riemerge il Paolini provocatore, che giura di non voler fare confronti  con i bambini e le famiglie d’adesso, anche perché lui di figli non ne ha; ma  non nasconde uno scorato, critico sguardo sull’oggi. «Quand’ero ragazzo io, c’era un rapporto numerico tra adulti e bambini ancora a vantaggio nostro, così si riusciva a evadere dalla vigilanza dei grandi in modo più facile di oggi. Eravamo in tanti e si contava di più», gli sfugge. «Voglio dare vivezza a un immaginario giovane in un Paese vecchissimo. E forse proprio dalla constatazione di vivere in una società italiana decadente nasce la mia voglia di raccontare la fanciullezza ora che da merce di largo consumo è diventata roba di boutique, ora che i bambini sono una specie protetta come i panda. E una società solo adulta atrofizza fatalmente la capacità di sognare, di conoscere il mondo con occhi infantili», osserva il “fanciullo” Paolini. E se questa non è la morale  della favola, ci assomiglia davvero molto.

Capodanno intorno al mondo (III parte) – Italia

Ultima parte di questo viaggio con le feste di Capodanno in Italia. Ce n”è per tutti i gusti e tasche: dagli appuntamenti mondani tra le nevi  venete e del trentino al classico capodanno in piazza muniti di buono spirito di adattamento… al freddo di questi giorni. Comunque, Buon Anno!

VENEZIA – LOVE 2009
“Venite a baciarvi a Venezia” questo l”imperativo di Marco Balich, direttore artistico della manifestazione, e della città. Si ripete anche quest”anno l”happening con profluvio di baci che ha portato in Piazza S. Marco settanta mila persone. Una scenografia decisamente singolare ha addobbato la piazza: cuori luminosi apparsi nel cielo con effetti pirotecnici, una pioggia di cuori multicolori sulla gente e ancora cuori proiettati sul campanile di San Marco. L”appuntamento prevede anche concerti e performance… a sorpresa.

CORTINA – CAPODANNO CHIC NELLA PERLA DELLE DOLOMITI
La vita mondana di Cortina non è solamente lo struscio del tardo pomeriggio. Soprattutto a capodanno la regina delle Dolomiti cambia veste e offre una scelta di locali e discoteche degni delle capitali del divertimento notturno. Locali per gli habitué, tradizionali nelle proposte (le note di Vacanze di Natale interpretate al pianoforte e dj set) pingui di nomi noti dello spettacolo e dell”imprenditoria. Fondamentale trovare le persone “giuste” per farsi aprire le porte del Bilbò Club, Belvedere Pocol, Vip Club Cortina e del Ciarlis.

MADONNA DI CAMPIGLIO – SCI SULLO SPINALE E MONDANITA”
Madonna di Campiglio è, assieme a Cortina, diventata famosa come meta mondana ma si conferma al top anche per gli impianti sciistici. E”, in sostanza, la location più ambita per il connubio sci e danze sfrenate in discoteca. Se per le piste il top lo rappresentano lo Spinale, Grosté e il Pradalago, le mete cool della vita notturna sono il Des Alpes Mood Club e La Zangola. I salotti musicali di Campiglio propongono musica dance e piano bar con guest come Umberto Smaila e Jerry Calà.

FERRARA – INCENDIO DEL CASTELLO
Ferrara è una delle più belle città rinascimentali, con un centro storico intatto e di grande suggestione. “l’incendio del Castello”, ormai tradizionale spettacolo di fuochi artificiali della serata del 31 dicembre, è alla sua decima edizione e mai come quest”anno attirerà decine di migliaia di spettatori attorno al Castello Estense. Allo scoccare della mezzanotte, infatti, e per una decina di minuti, si alternano gli straordinari effetti pirotecnici accompagnati da una colonna sonora accuratamente scelta per l’occasione.

ROMA – AMORE 2009
Amore Festival celebra la sua sesta edizione e si appresta a diventare, ogni anno di più, il festival di Capodanno europeo per eccellenza: Roma Caput Mundi. La profonda connessione tra la musica e l’amore costituiscono il concept dal quale Amore nasce, realizzato portando nella stessa location dj, vj e performer di fama internazionale. La line up vede confermati: Sven Vath, Ricardo Villalobos, Miss Kittin, Ellen Allien, Marco Carola, Adam Beyer, Tiga, Paul Ritch, Ali Schwarz, Camea il tutto a 40€ più diritti di prevendita.

ROMA – “IN PIAZZA” AL COLOSSEO E CINECITTA”
Se alla dance preferite i concerti bardatevi di piumino, sciarpa e guanti e scegliete tra la grande musica in piazza per la notte del Capodanno romano. Gli hot point sono il Colosseo, con i concerti della rocker, ever green, Gianna Nannini e dei Baustelle, il Campus di Cinecittà, con le performance delle band  Radici nel Cemento e Giuliano Palma & The Bluebeeters.

(3 – Fine)

Capodanno intorno al mondo (II parte) – Londra, Dusseldorf, Bondi Beach

Inghilterra, Germania e Australia: se per Capodanno siete da queste parti non perdetevi uno di questi tre appuntamenti. Ballare allo sfinimento travolti dall’oceano bianco o per cavalcarlo, veramente, l’oceano… a Bondy Beach!

LONDRA – ELTON JOHN ALLA O2 ARENA
L’intramontabile Sir Elton John è la guest star della festa di Capodanno alla O2 Arena (nuova incarnazione del Millennium Dome) di Greenwich a Londra. Il cantante continua così la tradizione del concerto di inizio anno ma cambia location, addio Las Vegas che lo ospitava dal 2004, e felice ritorno a casa. Il programma prevede John, il pianoforte rosso in tema e una carrellata delle sue hit più famose. Una serata all’insegna della nostalgia e certamente foriera di grandi emozioni.

DÜSSELDORF – SENSATION, OCEAN OF WHITE
E’ una Sensation White anche a Capodanno e tocca nuovamente a Düsseldorf, alla LTU Arena, ospitare alcuni tra i più famosi dj della scena mondiale e qualcosa come 40.000 persone rigorosamente vestite di bianco. Musica dance, house, trance e techno e una line up che vanta i nomi di Loco Dice, Sebastian Ingrosso, Silvester Moment, Roger Sanchez, Megamix, Moguai, Mousse T, Moonbootica.

BONDI BEACH, AUSTRALIA – SHORE THING 2008
Quello con Shore Thing è ormai diventato un appuntamento “leggendario” per gli amanti della musica dance. I motivi principali sono due: Bondi Beach, punto di riferimento imprescindibile per australiani e stranieri uniti dalla passione per il surf e una line up che di per sé evoca balli scatenati e totale empatia. Guest del Capodanno 2008 gli Underworld, Eric Prydz e The Presets ma altri nomi sono in arrivo. Stay tuned!

(2 – Continua)

Designer before Christmas

Sarà un anno nero. Non per la crisi, ma all’insegna del design. E’ il nero il tema di 365% Daysign 2009, il primo calendario per art&design victims, presentato venerdì 19 dicembre allo spazio Monotono di Vicenza durante la festa degli auguri di Natale di FuoriBiennale. Niente donne discinte da appendere al muro (siamo designer, mica Max), ma opere grafiche disegnate dal fior fiore degli studi creativi italiani. Per vivere con un tocco radical chic tutti i giorni dell’anno.


Il 365% Daysign 2009 propone un calendario sotto forma di mostra, mettendo a “confronto” tredici studi “liquidi” che si muovono tra design, architettura e grafica, tutti rigorosamente testati da un’alta qualità produttiva. Il risultato? 13 mesi (c’è anche il tredicesimo porta fortuna) divertiti e divertenti, da leggere, ammirare, sfogliare… Si va dai personaggi fantasiosi di Paula Castro ai paesaggi di Bellissimo del mese di marzo, dalle figure con influenze orientali di Studiolabo a quelle astronomiche di Shlag.

Dopo essersi vestito di azzurro cyano nel 2007 e di magenta nel 2008, quest’anno Daysign si è colorato di nero per rendere iconico e potente un messaggio, superando il limite della quadricromia, così vista ed usurata. Un po’ lo stesso concetto della location: Monotono, un’area creativa di 500mq, ricavata nel centro di Vicenza dove c’era uno showroom di abbigliamento degli anni ’60. Alla quadricomia quotidiana di iniziative, proposte e linguaggi lo spazio espositivo propone progetti selezionati, coerenti, continuativi ed internazionali. Al momento ospita la mostra di Italo Zuffi “Erased Palladio”: una riflessione critica sul tema dell’architettura.

L’evento di presentazione del calendario è stata una vera full immersion nell’arte e nel design. Dietro alla consolle, dove suonavano i dj, venivano proiettate in grande formato a rotazione le immagini dei mesi del calendario, come in un visual set. Alle pareti c’erano all’apparenza semplici strutture geometriche di decorazione che in realtà erano parte della mostra di Italo Zuffi: le riproduzioni delle piante degli edifici del Palladio rese solide per mezzo di profilati, come tranci di architettura. Molto successo hanno riscosso anche le prove d’artista di Matteo Cibic, dei curiosi cactus messi sotto una campana di vetro con le gambe. Il tutto accompagnato, come nei migliori party, dal contorno di drink e dolci di Natale.

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