Archive for ottobre, 2008

James Blunt: Vittoria Esterna al Palaverde

Villorba (TV), 30 0ttobre – Non era semplice, chi c’era ieri sera lo ha constatato. Arrivo al Palaverde non sapendo cosa aspettarmi, o meglio, tentando di non farmi illusioni. Altre volte avevo visto maggiore calca agli ingressi, maggiori folle di ragazzi eccitati al pensiero di vedere il proprio beniamino di turno on stage. Entro mentre i The Bishops, interessante questo gruppo di teenager molto brit style, spargono il loro verbo intriso di sound Sixties davanti ad una folla che via via, silenziosamente, va aumentando. Le ragazzine sono già in prima fila con la macchinetta digitale in pugno, non importa molto a loro della band dei gemelli Bishops (basso e chitarra), aspettando l’uscita di colui che non viene più chiamato per nome e cognome, ma “il Figo”.

Eccoci. Si spengono le luci e l’elettricità inizia a salire. Esce, chitarra acustica in pugno, le ragazze urlano. Lui sorride, ed ecco la prima sorpresa: è uno che sa stare sul palco, senza salti e lazzi alla Mick Jagger certo, ma non è una cosa automatica in un artista. E’ vestito come un impiegato di banca: camicia, cravatta e completo grigio. Le prime canzoni sono molto “Blunt” style, ballate caratterizzate dal gusto per il ritornello semplice ed immediato, giuste per iniziare a far salivare chi i suoi testi li sa tutti a memoria. Forse un po’ di ritmo in più in apertura non guasterebbe, almeno per scaldare un po’ la folla. Ma lui attira, poco da dire. Ha uno sguardo sincero, da bravo ragazzo, e si sente che quello che canta gli viene da dentro.

Da osservatore mi sento in bilico: mi hai sorpreso, James, ma non c’è quel coup de théatre, quel brivido che sale lungo la schiena per potermi dire emozionato. Invece l’emozione arriva, inaspettata, e per questo ancora più bella. Ad un certo punto si siede al piano e parla, quasi sottovoce, al pubblico: “This song means a great deal to me”. Ed attacca il primo giro d’accordi di “No Bravery”, chiude gli occhi e si emoziona, e la gente non può che fare altrettanto. Questa canzone tratta della sua esperienza in Kosovo nel 1999 (ha lasciato la vita militare nel 2002), e rivela che James Blunt ha molte cose da dire. Mentre il pianoforte accompagna la sua voce in un viaggio nella memoria, i due maxischermi a fianco del palco proiettano delle immagini amatoriali, in bianco e nero, girate dal Blunt soldato. La gente canta sottovoce, quasi non volesse disturbare chi ora li sta guidando, quasi non volesse rovinare l’atmosfera. “And I see no bravery/ No bravery in your eyes anymore./ Only sadness”.

Bravo, grazie.


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L’eros di Valentina alla Bovisa

La fotografa milanese Valentina Rosselli disegnata da Guido Crepax è uno dei personaggi femminili più importanti della storia del fumetto e pure dell’eros. Fino al primo febbraio 09 tante tavole con lei come protagonista sono in mostra a Milano, alla Triennale Bovisa. Nell’era di Youporn, che per chi fa finta di non saperlo è la versione porno di Youtube, ugualmente gratuita ed omnicomprensiva, diventa immediatamente “cool” un erotismo immaginato, fatto di parole e di disegni, non sbattutto sul web a piene mani. Si tratta, tra l’altro, di una mostra da portare a casa pezzo per pezzo. Tutte le riproduzioni grafiche su pannello esposte in mostra sono acquistabili: invia una mail a promozione@triennale.it, La Triennale ti avviserà  non appena le opere verranno messe in vendita.

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Festival bagnato, festival fortunato (Festival Internazionale del Cinema di Roma, day VII)

Nella autunnale mattinata di Roma, che pian piano spazza via il frizzante clima estivo dei giorni passati, l’attore irlandese Colin Farrel, si presenta in tutta la sua tenebrosa prestanza, in un’ affollata conferenza stampa (in inglese la chiamano workshop), per presentare il film Pride and Glory, dove é co-protagonista assieme al mitico Edward Norton. Personaggio notoriamente poco incline alle apparizioni pubbliche e alla mondanità, Colin, in tenuta da garçon sauvage, con anfibi e camicia sdrucita nera, si espone, comodamente svaccato sulla poltrona, in tutta la sua genuinità irlandese, condendo le risposte offerte ai giornalisti con svariati e coloriti “fuck”. Un vero baronetto.


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Banchetto molecolare al CERN di Ginevra

Pinzimonio di verdure in provetta. Gusci di uova alla zabaione tagliati al laser e biscotti croccanti anche in liquido grazie all’aspirazione del 40% dell’aria. Cavatelli a base di lecitina che più si raffreddano più fanno condensare la materia riportando la pasta “al dente”.  E’ stato con un banchetto a base di cucina molecolare che il CERN di Ginevra ha inaugurato, lo scorso 21 ottobre, l’acceleratore di particelle più grande del mondo. Il catering più avant guarde sembra quindi essere quello che applica i principi della fisica e della chimica alla gastronomia. A firmarlo lo chef Ettore Bocchia, ovviamente affiancato in cucina da uno staff di scienziati. Dulcis in fundo delle speciali madeleines in grado di mantenere la loro forma anche immerse in un liquido per più di un’ora, un proustiano sussulto nella tomba…

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Skyline Rooftop Bar: inaugurazione serata Happy Hour & Dj Set

Non serve necessariamente una pericolante mongolfiera, come quella utilizzata da un intrepido Heath Ledger per conquistare la sua bella (‘Casanova’, Lasse Hallstrom 2005), per sorvolare la magica città lagunare di notte. Per godere di una vista priviligiata, dalla Giudecca a Piazza San Marco, basta salire all’8° piano dell’Hilton Hotel, allo Skyline Rooftop Bar, dove lo scorso week-end (venerdì 24 e sabato 25 ottobre 2008) si è inaugurata la programmazione ‘autunno-inverno’: ogni venerdì serata ‘Sushi@Skyline Bar’, dalle ore 19.30, presentata dallo Chef Aquila, ed ogni sabato ‘Happy Hour&Dj’ con Freddy C dalle 18.30.

Importante sottolineare che questi eventi sono aperti a tutti, non solo ai clienti dell’hotel. Beh… quasi a tutti. Chiaramente,  un pò di classe ed un portafoglio ben nutrito sono opportuni. Ma può valerne la pena, trattandosi di un ambiente decisamente unico. Inaugurazione riservata alla stampa e agli amici, quella di sabato a cui ho preso parte. Finger food sofisticato, ricco buffet, cocktail preparati a regola d’arte da gustare in terrazza davanti allo spettacolare scenario di una Venezia incantata. Un relax guastato un pò dal vento incessante. Assaggio tutto (per voi, ovviamente, così vi posso consigliare…), tranne il pesce crudo di cui non sono ghiotta. Tra i drink, devo ammettere di aver bevuto uno dei migliori moijto, ma ci si è fermati ad uno perché alle Zattere, attendendo la navetta per la traversata fino in Giudecca – che pensavo ci fosse sempre, invece ce n’é circa una ogni 40 minuti: state attenti agli orari! – si è ben pensato di fare tappa in osteria…

Guarda le foto delle serata di sabato 25 ottobre 2008.