Archive for settembre, 2008

Il groove di LA (Le Capitali del clubbing X parte)

Dopo un lungo periodo difficile di violenze e guerre tra bande, la città degli angeli è risorta ed è tornata ad essere anche una capitale del divertimento. Di tutto il divertimento. Chi ride di glamour & gossip e ha voglia di divertirsi davvero può fare un salto al party Do Over, alla Cranes Tavern, tra Hollywood e Selma. La serata top è in realtà una giornata, la domenica, quando nel giardino tropicale si ballano hip hop e r’n’b. Tra un ballo e l’altro si fa il barbecue e si beve birra dalla bottiglia, in pur USA stile. Chi invece ha voglia di andare a ballare insieme a stelle e stelline del cinema può passare una lunga notte all’Avalon. La cena o l’after dinner si vivono all’annesso Spider club, un bar restaurant in stile marocchino. Il sabato è Avaland ma la notte da non perdere è in realtà una mattinata, l’after del venerdì, Spider After Dark. Si ascoltano nuovi talenti dell’elettronica. Lo slogan mette già voglia di mettersi in mostra: you’re the star, ovvero le stelle siete voi.  

 La web guide alle disco della città: Si parte senz’altro da La.com, che ha una sezione Nightlife molto attiva e fa capire quanto conti far tardi in città (la sezione dei ristoranti è al quinto posto, quella dei locali al primo). Anche un colosso come Fodors.com dedica alla città un bel po’ di spazio. Al top per i surfer di Zagat.com c’è invece lo Yard House, un bar perfetto per mangiare qualcosa prima di andare a ballare. 

Il Sestiere di Dorsoduro visto da Marco “Furio” Forieri [La Venezia dei Musicisti – II parte]

Abita al “2054 di Santa Marta”, lo sanno tutti. Quello che non tutti sanno è che Furio, nato a Venezia nel 1962, fondatore dei Pitura Freska, nonché voce e sax degli Ska-j, potrebbe riempire papiri per quante informazioni ed aneddoti conosce su Venezia e la sua storia.


Luoghi da visitare, rilassarsi o trarre ispirazione
Dorsoduro sembra fu fondato dai troiani in fuga dalla guerra di Troia. Santa Marta è il quartiere più antico di Venezia e qui gli abitanti potevano eleggere un proprio doge. L’ultimo in carica, Vincenzo Dabalà detto Manestra, aveva dei possedimenti proprio nella calle dove abito io, che ora si chiama erroneamente Calle Minestra, ma originariamente prendeva il nome dal gastaldo. La chiesa di San Nicolò dei Mendicoli è una delle più antiche di Venezia, che sorge sopra una costruzione del VII secolo. Da vedere anche la chiesa dell’Angelo Raffaele, una delle otto chiese che fece erigere San Magno, vescovo di Oderzo. Un luogo rilassante (se non ci vai per fare la fila in posta!) è la fondamenta delle Zattere, soprattutto per prendere il primo sole d’inverno.


Locali night&day
Non ho un locale che mi piace più degli altri, ma a seconda delle persone che incontro, mi capita di andare ai Do Draghi, o al Caffe’ Rosso. Prima dell’ordinanza che vieta la musica nei locali, mi spostavo in base agli appuntamenti musicali. Ora non ci sono più, come neanche la possibilità per i giovani di potersi esprimere musicalmente, e questo non fa crescere. Faccio colazione in Arzere, al vecchio Bar Bianco, dove una volta c’era la vaccaria e si vendeva il latte fresco. Non prendo l’aperitivo, sono un  “anti-spritz”, ma consiglio per chi lo fa di andare a El Chioshetto delle Zattere per il panorama. Cena: di interessante, la Casa Moldava, il ristorante El Argentino, mentre verso Santa Margherita L’Incontro, ristorante con specialità sarde. In Calle Lunga San Barnaba, consiglio cucina tipica AI 4 Feri, alla Bitta, alla Furatola, dopo dipende dal portafoglio.
 

Un po’ di shopping!
L’attività artigianale è morta e non saprei cosa consigliare.

Movida Barcellona (le capitali del clubbing IX parte)

Tanti dj spagnoli come Les Schmiz, resident dell’Amnesia di Ibiza, si lamentano ancora che in città il sound è troppo ‘easy & commerciale’. In realtà la situazione sta cambiando, anzi è già cambiata: d’estate e pure in autunno e in primavera a La Terrazza si alternano top dj come Timo Maas e James Zabiela. E poi in città c’è una sicurezza per tutti, sia per chi è fashion sia per chi ama la musica d’avanguardia, il Pacha Barcelona. E’ il regno della vocal house più movimentata ed ospita eventi sponsorizzati (Rams 23, Motorola, Cavalli, etc) ma anche serate con top dj come Erick Morillo. Chi vuol mangiare e ascoltare live music prima di andare a ballare frequenta il Ribelino’s, ma poi si sposta in disco multifunzionali e ricercate nel design come il Razzmatazz.

 Ci sono diverse sale (Razz club, The Loft, Lo.Li.Ta, Pop Bar e Rex Room), quello che non cambia è l’atmosfera frizzante e la qualità delle proposte. Ecco la web guide alle disco della città: se non parlate nè leggete lo spagnolo, partite da Barcelona-metropolitan.com, un bel magazine in inglese. Vivissima anche la sezione discoteca della community Barceloca.com. Qui lo Shôko Lounge, un risto-disco molto chic, è uno dei locali più votati.

Il Sestiere di Santa Croce visto da Gialloman [La Venezia dei Musicisti – I parte]

Gianlorenzo Scarpa, per tutti Gialloman, cantante-musicista presente già da anni nella scena musicale internazionale, vincitore dell’Italian Reggae Contest del 2005, è nato nel 1971 nel sestiere di Santa Croce.

Luoghi da visitare, rilassarsi o trarre ispirazione
Santa Croce è un sestiere particolare, lo vedo come quartiere di frontiera, essendo vicino alla terraferma e come zona di passaggio turistico, comprendendo piazzale Roma. Ma ha molti posti tranquilli e poco conosciuti. Dai Tolentini verso San Giacomo dell’Orio, ad esempio, ci sono canaletti dove una luce molto chiara si riflette sull’acqua creando riflessi diffusi, che mi possono aver ispirato per la canzone “Onde”.

Locali night&day
Ai tempi della scuola non frequentavo i locali del mio sestiere, ma andavo a far “manca” al bar nella zona di Santo Stefano, in Calle delle Botteghe, dove c’era una saletta privata. Dove cenerei? Alla Pizzeria all’Anfora, pizza bella croccante, sottile, grande; alla Zucca, molto vegetariano; indiano al Ganesh Ji, soprattutto d’estate sul terrazzino che dà sul canale. Dopo cena ai Postali, locale molto accogliente dove un quadro di David e Hiroshi riempie tutta la parete ed è pieno di particolari, tanto da perderci una serata intera a decifrarlo.
 

Un po’ di shopping!
Bisogna assolutamente assaggiare i gelati naturali di Carlo Pistacchi, in Rio Terà dei Bari. Primo, perché ha gusti strani, come rucola, finocchio, zenzero, tè verde, ed ultimamente aglio e cipolla. Poi perché è un personaggio: è uno dei più grandi collezionisti di musica in Europa e di reggae in particolare, ha tutta la discografia in vinile degli anni ’70. “La Bibbia del Reggae”, così è soprannominato, la cui gelateria si nota per il grande cono giallo rosso e verde, ha fatto crescere la mia passione per la musica, oltre ai miei viaggi in Etiopia e Giamaica e all’importante influenza dei Pitura Freska.

Com’è dolce la techno a Berlino (Le capitali del clubbing VIII parte)

A Berlino non è mai troppo tardi per andare a ballare. Dal venerdì sera al lunedì mattina si balla praticamente senza interruzioni e l’ora giusta per arrivare in un locale mito come il Berghain sono le 4, 4 e mezzo. Attenti alla door selection, che è rigorosa ma tutto sommato meno strana che dalle nostre parti: chi si veste in modo ‘fashion’ in un club così underground non entra, visto che era un club gay (Ostgut) e ancora oggi fotocamere e atteggiamenti da vip sono vietati. La musica invece, soprattutto al Panorama Bar, è per tutti: ci si alternano spesso super dj girl come Cassy con la sua elettronica dolce, e la regina della techno, Ellen Allien. Stesso sound al Watergate e allo storicissimo Tresor.  Ma in città non mancano house club sofisticati in cui cenare, guardare il panorama (Berlino è piatta, dall’alto di un grattacielo sembra di volare) e poi ballare col drink in mano. Il più sofisticato è forse il Solar. Il 19 ci suona Buenos del collettivo Beatframe, ogni sera si cena con 60 euro circa, cucina internazionale.

 La web guide alle disco della città: cliccate su Berlin-life.com e saltate un po’ tutto cliccando decisamente sui commenti ai club. Ci si accorge in pochi minuti che gente di tutto il mondo sempre più spesso viene a ballare a Berlino. C’è chi si lamenta della door selection del Berghain, ma la maggior parte dei post raccontano una nightlife esaltante.