Le notti di Singapore (Le capitali del clubbing XI)

Nelle disco della città il legame con la Gran Bretagna si sente tutto. Tanti i locali di buon livello: c’è una filiale del Ministry of Sound, c’è l’Arena in cui tra un disco e l’altro ci si godono anche show di illusionismo in stile Las Vegas, c’è il Butter Factory, una disco piena di fumetti allegri e coloratissimi… e soprattutto c’è uno dei top club mondiali, lo Zouk. Negli anni novanta è stato il primo in città a proporre, con lo slogan One People, One Tribe, One Dance. E oggi è probabilmente l’unico posto al mondo in cui in una sola settimana si può ballare l’electro di Above & Beyond (Uk), le sperimentazioni di Gui Boratto (Brasile), la dark house di Steve Lawler (Uk) e la chill out di Stephane Pompougnac (Francia). Il club poi ha tante diverse sale (Wine Bar, Phuture, Velvet Underground) e se anche il guest principale non vi convince, vale una visita. Per iniziare la serata a un certo livello, si cena all’Helipad, che offre un bel panorama della città.

Un’avvertenza: attenti ad esagerare con alcol ed additivi perchè a Singapore l’ordine pubblico viene fatto rispettare con durezza. La web guide alle disco della città: su E-clubbing.com si trovano da subito tante ottime alternative. Oltre ai consigli dei giornalisti, ci sono anche un sacco di post di clubber. Ad esempio, leggendo ci si accorge che la musica in città è spesso commerciale  e mescola anni ’80 con l’r’n’b… Ma i club di solito sono molto grandi e in ogni sala il sound cambia.

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