Archive for settembre, 2008

Il Sestiere di San Polo visto da Federico Nalesso [La Venezia dei Musicisti – IV parte]

Trombonista apprezzato e richiesto, nato al Lido nel 1976, gestisce il Venice Jazz Club a Dorsoduro, dove sono di casa i migliori talenti jazz, ma vive a San Polo.


Luoghi da visitare, rilassarsi o trarre ispirazione
La zona di Rialto è storica e molto frequentata, tanto da non riuscire spesso a muoversi. Caratteristico è il mercato della frutta e della verdura, dove si riforniscono i veneziani. L’area della Pescheria è molto suggestiva di notte, vuota, con l’odore acre del pesce ed il Canal Grande in sfondo. L’Erbaria è il fulcro del movimento serale e notturno: negli stessi pochi metri si ritrova la “Venezia Bene”, seduta ai tavolini, ragazzini che fanno baldoria, giovani che chiacchierano con il bicchiere in mano in riva al canale.


Locali night&day
Per l’aperitivo, consiglio di scegliere le osterie più tipiche, come i Do Mori, o Ruga Rialto, dove una volta suonavamo, prima di quell’ordinanza che vieta la musica nei locali (Venezia dovrebbe tornare ad essere una città che trabocca di musica, non solo nelle chiese e per strada…). Anche al Muro, più moderno. Per un tardo aperitivo frequento l’osteria Sacro e Profano di Valerio, ex trombettista dei Pitura Freska. Cena? Al Nono Risorto, pizza e piatti tipici.

Un po’ di shopping!
Essendo nato al Lido, frequento il mercato del martedì mattina dell’isola, che segnalo perché è davvero interessante, c’è di tutto ed è molto grande.

Burlesque Show @ Connie Douglas

Ironia, spettacolo, provocazione e belle ragazze, tutto questo è Burlesque, il genere che è stato rilanciato da Dita Von Teese e che ha origini negli States attorno agli anni 40′, come alternativa più accessibile ai grandi show in stile Folies Bergere, diventando in poco tempo un genere di culto con star di grande talento e richiamo. Fondamentalmente uno strip tease che trae ispirazione da varie fonti, il circo, l’exotica e il cabaret. Niente di pornografico o osceno; le ragazze giocano ad interpretare personaggi ogni volta diversi, calandosi nella parte con vestiti e coreografie a tema, cantando, ballando e fomentando il pubblico.

Sabato scorso eravamo tra il pubblico allo spettacolo di Burlesque del Connie Douglas, locale milanese che si conferma “tempio del Burlesque”, grazie anche alla sua naturale vocazione sixties. Tra le novità messe in scena da Franco Mosconi, proprietario del Connie (impeccabile nel suo smoking nero con cintura taggata Elvis),  la presenza di una live band “resident”, tipicamente sixties (con tanto di organo Hammond) che ha accompagnato gli show.

E il debutto post vacanziero è stato un pienone. Telecamere, fotografi, giornalisti, curiosi, personaggi bizzarri e belle ragazze: insomma tanta curiosità attorno al fenomeno. Lo spettacolo in tre atti, ha visto la presenza di artiste dall’Inghilterra, la patria del Burlesque in Europa, dove in aprile si svolge il Festival del Burlesque, la rassegna più importante del pianeta. Lo show è stato aperto da Agent Lynch, conosciuta per via della sua incredibile somiglianza con la bellissima Diana Rigg alias Emma Peel, interprete femminile della famosa serie televisiva the Avengers (trasmessa in Italia come Agenti Speciali), alla quale dedica una performance. E ancora Amber Topaz, cantante e sexy gattina/giaguaro, e la bionda Annette Bette. Presentatore d’eccezione Attilio Reinhardt, l'”Ambasciatore del Burlesque”, massimo esperto nostrano, con un libro in uscita in questi giorni (il primo in Italia) sul genere, coadiuvato dall’immancabile nano tuttofare.

Deejay Time The Party One: che è successo

Ieri sera con diverse migliaia di clubber milanesi e non sono stato al super festone di Radio Deejay ai Magazzini. Albertino e i suoi amici dj festeggiavano la nuova stagione del Deejay Time, storico programma dance in onda dalle 2 alle 4. Iniziamo dall’ingresso: verso le 23 si faceva una bella coda (l’ho in parte saltata con nonchalance, anni e anni di esperienza non passano invano) solo nella parte ‘vip & stampa’, ovvero imbucati e amici dj con un paio di colleghi giornalisti. Nella zona ‘normale’ nessun problema. Una volta dentro, nel super privè c’era solo un assonnato Linus assolutamente immobile nonostante la musica, poi via via alla spicciolata sono arrivati in tanti. Che bello veder a chiacchierare Intrallazzi, Provera & Farolfi, ovvero il 75% di Cube Guys e dei Deelay (Paolino, il restante 15 è arrivato un attimo dopo), ovvero molta della dance italiana nel mondo. 

  Continuiamo con qualche flash della serata: Verso le 2 sono arrivati Dean & Dan, i gemelli di Dsquared, che hanno salutato Bob Sinclar un attimo ma se ne sono andati subito.  Verso le 2 e mezza è arrivato Jovanotti reduce da una performance con Saturnino alla Triennale, ha salutato tutti con grandi sorrisi (la sua carriera l’ha iniziata a Radio Deejay, per chi non lo sapesse) e se ne è andato poco dopo.  Passiamo alla console. Dopo un po’ di warm up al mixer è arrivato Albertino, che ha proposto un set molto eclettico, è stata la volta di un ottimo Sinclar, poco star e molto concreto e sorridente.      Poi il bel Bob, molto amato dalle girls sotto la console, ha lasciato tutto in mano a un Benny Benassi potente, esaltante e divertito, da solo e in back to back con Stefano Fontana. Poi è stata la volta di un Joe T Vannelli sempre in splendida forma. Coccoluto, pur annunciato sul flyer, alle 3 e 40 ai Magazzini non c’era ancora. Che sia arrivato ancora più tardi?  Da notare la totale assenza di tavolari & vocalist, una manna per gli occhi e per le orecchie: Albertino, di tanto  in tanto presentava i dj, punto e basta, molti saltavano altri no, nessuno che stappava bottiglie a destra e a manca. Che sia questo il futuro della dance? Tanti ottimi dj, tutti insieme, ingresso libero e un po’ di sponsor (55 Dsl, Havana) che pagano?  Speriamo. Per vedere tutte le foto del party date un’occhiata qui

Le notti di Singapore (Le capitali del clubbing XI)

Nelle disco della città il legame con la Gran Bretagna si sente tutto. Tanti i locali di buon livello: c’è una filiale del Ministry of Sound, c’è l’Arena in cui tra un disco e l’altro ci si godono anche show di illusionismo in stile Las Vegas, c’è il Butter Factory, una disco piena di fumetti allegri e coloratissimi… e soprattutto c’è uno dei top club mondiali, lo Zouk. Negli anni novanta è stato il primo in città a proporre, con lo slogan One People, One Tribe, One Dance. E oggi è probabilmente l’unico posto al mondo in cui in una sola settimana si può ballare l’electro di Above & Beyond (Uk), le sperimentazioni di Gui Boratto (Brasile), la dark house di Steve Lawler (Uk) e la chill out di Stephane Pompougnac (Francia). Il club poi ha tante diverse sale (Wine Bar, Phuture, Velvet Underground) e se anche il guest principale non vi convince, vale una visita. Per iniziare la serata a un certo livello, si cena all’Helipad, che offre un bel panorama della città.

Un’avvertenza: attenti ad esagerare con alcol ed additivi perchè a Singapore l’ordine pubblico viene fatto rispettare con durezza. La web guide alle disco della città: su E-clubbing.com si trovano da subito tante ottime alternative. Oltre ai consigli dei giornalisti, ci sono anche un sacco di post di clubber. Ad esempio, leggendo ci si accorge che la musica in città è spesso commerciale  e mescola anni ’80 con l’r’n’b… Ma i club di solito sono molto grandi e in ogni sala il sound cambia.

Il Sestiere di Cannaregio visto da Pietro Tonolo [La Venezia dei Musicisti – III parte]

Uno dei migliori esponenti del jazz europeo, nato a Mirano nel 1959, vive ora nel sestiere di Cannaregio.


Luoghi da visitare, rilassarsi o trarre ispirazione
Mi piacciono molto le fondamenta del rio di Cannaregio che percorro per andare a casa, e il ghetto; ma Venezia ha in generale un’atmosfera particolare, che definirei metafisica.


Locali night&day
Lungo Lista di Spagna e Strada Nuova, si possono trovare invitanti pasticcerie per la colazione. Per l’aperitivo c’è l’imbarazzo della scelta: menzione speciale alla mitica polpetta dell’Osteria la Vedova; strategico il Bar Piave verso S.Marcuola, seduti fuori. Consiglio gli ottimi primi alla Maddalena per un pranzo veloce, o Ai Osti. Per la cena, senz’altro Al Brindisi, locale dell’amico Gianni Rossi: cucina fantasiosa, raffinata e concreta, ottima cantina (e a volte qualche jam session!). Buona scelta anche da Vini Da Gigio. Interessanti Dalla Marisa e Ai Canottieri, in zona Tre Archi, per la cucina tipica. C’è il Mirai per chi ama il sushi ed il Chinatown per la cucina cinese, dove è davvero piacevole nella bella stagione, all’aperto. Per fare tardi, consiglio la zona della Misericordia: c’è un’atmosfera tipo Village di New York.

Un po’ di shopping!
Frequento le botteghe biologiche, dove acquisto frutta e verdura, ma anche il vino (io amo il rosso), ad esempio vicino al Casinò, o nella bottega siciliana, vicino al “Cinema Italia”.