George Clooney Vs Ermanno Olmi

26 agosto: la 65. Mostra del cinema di Venezia si è aperta con due feste.
La prima in stile Baratta in campo San Polo (il direttore della Biennale ha detto di preferire la mondanità fatta di scrittori a quella di divi effimeri) con un Ermanno Olmi in casual, l’amico Manuel de Oliveira, Sergio Toffetti, uno dei due curatori della rassegna “Questi fantasmi” sul cinema italiano e una decina di fotografi.

La seconda stile Hollywood, glamour e vipparola con George Clooney (ma quando gli danno la cittadinanza onoraria?), Brad Pitt con figli al seguito, Wim Wenders e consorte, Afef, Lola Ponce e il fidanzato Manuele Malenotti, l’uomo di Belstaff e altri 120 invitati per raccogliere i fondi a favore dei rifugiati del Darfur, campagna che l’associazione Noow e Belstaff portano avanti da anni.

 

 

La compresenza dei due eventi va ricordato come il primo pasticcio diplomatico della Mostra, red carpet ignorato sia da George che da Brad, e pochi giornalisti da Olmi, che magari un po’ più d’attenzione la meritava.

Cena in un ristorante di Burano per Brad Pitt e i fratelli Coen (tagliolini gratinati e filetto S. Pietro) poi gala blindato ai Granai della Giudecca con proiezione di un video girato da George Clooney con il padre in Darfur e Lola Ponce che canta “Vivere per amare” e “Imagine”.
La festa “campestre” – come l’ha chiamata Olmi – si è svolta invece in un’atmosfera mista di rigore intellettuale e spirito da sagra. L’idea è del regista, che ha preso la parola un paio di minuti prima della proiezione de “il santo bevitore” soggetto e regia di Olmi, sul libro di Joseph Roth, leone d’oro alla mostra di Venezia nel 1988. Vent’anni fa Olmi non aveva accompagnato il suo film per problemi di salute e ora si è voluto prendere questa soddisfazione. Prima della proiezione la sigla della 65. Mostra, realizzata dai ragazzi del Centro Sperimentale di Cinematografia, in anteprima mondiale. Dopo la proiezione, un buffet in campo con prosecco, Asiago e soppressa. “Spero di trovare tra voi qualche onesto bevitore” – ha detto Olmi all’inizio del film – “ho voglia di festeggiare, perché quando si festeggia si rischia di stare in pace”. Di onesti bevitori lì fuori ne ha trovati un migliaio.

Leave a Reply