Archive for luglio, 2008

Giovanni Allevi “Evolution tour 2008” in piazza San Marco

Al conservatorio ti impongono la schiena dritta, ma lui si attorciglia sul piano come se la miopia gli impedisse di vedere i tasti.
Per uscite sul palco di un M° pianista è previsto il frack e lui aveva un paio di jeans anni ‘80 attillati come dei fuseaux, scarpe da tennis, felpa e t shirt. Mi avevano detto che era un animale da palcoscenico, ma non pensavo così.
Ogni brano (il concerto è diviso in tre parti: piano solo, orchestra sinfonica, piano e orchestra) lo introduce con una frase, che palesemente si è preparato a casa (forse ha un ghost writer?) e imparato a memoria. E’ quasi un rito: finito il pezzo raccoglie un po’ di applausi, ma non troppi che sembrano imbarazzarlo, prende il microfono, lo accende e con un filo di voce spiega il brano successivo. A me la modalità piace, ti tiene attaccata al fluire del concerto, le parole che usa sono un po’ stucchevoli, ma che dire, lui è un pianista e in quello è bravo davvero. Sarà che la cassa armonica del piano è spalancata, sarà che sono praticamente sotto al palco, ma quando si tuffa su Jazzmatic alla fine della prima parte è la mia cassa toracica che si mette a vibrare perforata dalla musica.  

Quando sale sul podio e si mette a dirigere l’orchestra, più che muoversi balza qua e là a ritmo di musica. In qualche numero di Topolino “fumettizzano” i personaggi dello spettacolo: lui sarebbe perfetto. 30 minuti della sinfonia Angelo ribelle (scritta e pubblicata in “Evolution”, uscito il 13 giugno scorso) sono i migliori di tutto il concerto, un mix che ricorda a tratti i respiri con gli archi che fa John Williams nella colonna sonora di Harry Potter, a tratti il fare scanzonato degli ottoni in un cartone animato.
La parte migliore è alla fine: Allevi raccoglie scrosci di applausi e per tre volte le 2000 persone che ci sono in piazza si alzano in piedi. Adesso sembra meno agitato. Fa alzare l’orchestra, un reparto alla volta, e gli fa sventolare gli strumenti per aria. Poi tre bis, tutti da Angelo ribelle, ma quando se ne va il pubblico si raccoglie sotto il palco e lo chiama. Esce un paio di volte ma non basta, allora si risiede al piano per un brano fuori scaletta.
Anche se ho l’impressione che sappia molto bene cosa piace al pubblico, anche se ho l’impressione che ci faccia più di quanto non ci sia, questa cosa di rendere il pianoforte una cosa da piazza e da scarpe da tennis per me è di sicuro ok.  

La serie di eventi di Sms Venice si conclude il 15 luglio con la serata “colore Brasile”, ospiti ancora top secret.

Qui la fotogallery della serata.

Star della tv e del cinema al Roma Fiction Fest 2008!

Stelle della televisione italiane e straniere nella Capitale per il Roma Fiction Fest 2008, seconda edizione della rassegna dedicata alla fiction conclusasi sabato 12 luglio. Ben duecento i titoli visibili gratuitamente per una panoramica completa sulla produzione italiana ed internazionale di tv-movie, miniserie e da quest’anno il cosiddetto factual che indica documentari e docu-fiction. Nell’ambito della kermesse si sono tenute due cerimonie di premiazione all’Auditorium della Concilizione: il Gran Premio della Fiction Italiana presentato da Lorella Cuccarini e il “Roma Fiction Fest Maximo Award” condotto da Fabio Fazio e Elena Sofia Ricci, madrina di quest’anno. L’attesa dei fan italiani era tutta per Kim Catrall, Samantha nella serie cult Sex and the city” e il mitico Terry O’Quinn di Lost; personalmente è stato emozionante vedere “Elizabeth” in sala con la bravissima protagonista (e premio Oscar..) Helen Mirren.

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Elton John finalmente in piazza San Marco

Martedì 8 luglio, ore 21:15, ci saranno ancora un migliaio di persone dietro le transenne che aspettano di entrare ma Sir Elton John ha un quarto di sangue svizzero nelle vene, si siede al piano e comincia. Non una canzone qualsiasi, un’ouverture in piena regola: Your Song, il suo maggiore successo. Qualcuno tra il pubblico comincia ad ululare di piacere, ma un sacco di gente è ancora in piedi, imbarazzatissima corre a cercare il suo posto nella sterminata platea di piazza San Marco. Questa volta hanno raggiunto quota 4500, più altre 2000 persone tra quelle sedute ai caffè della piazza e quelle stirate sulle punte dei piedi sotto gli archi della basilica: mai vista la piazza così.
La platea delle grandi occasioni mondane prevede un’infilata di John Richmond, Melita Toniolo, Edwige Fenech, e poi Mara Venier e Marco Maccarini (che sono scivolati 5 minuti sul palco a presentare il ciclone Elton che probabilmente fremeva come un toro dietro le quinte).


Con il tramonto la platea si assesta: e il buio mi fa scoprire che il Red piano tour è proprio lui, impermeabile nero con streghetta lilla sul davanti e un enorme ghirigoro sul retro – occhialino rettangolare, camicia porpora, tutto sommato sobrio. Gioca con gli echi dell’amplificazione da far venire i brividi. Niente pause, un’ora e tre quarti filata, lo scroscio di canzoni è interrotto 10 secondi per raccogliere gli applausi e poi giù, sotto un’altra: Sacrifice, Crocodile rock, Rocket Man. Puoi anche non essere un fan, ma queste le conosci di sicuro. Ad un concerto ognuno aspetta la propria canzone, io aspettavo Candle in the wind. La fa a metà circa, prima lascia che il pubblico riconosca l’intro poi coup de théâtre: le luci sul palco si spengono e in un lampo si accendono le Procuratie, tutti e tre gli ordini. Siamo tutti a bocca aperta, è un moto spontaneo, non puoi opporti.
Il giorno dopo è il giorno delle polemiche (niente stupore su questo): dove erano gli sms? E il tabellone? Ma cosa importa? Io c’ero.

Per le prossime serate di Sms Venice (l’acronimo per Saint Mark square) previsti in piazza San Marco il 14 luglio Giovanni Allevi e il 15 Toquinho.

Qui lo slideshow

Una sera a Testaccio

Testaccio è uno dei rioni storici di Roma, della Roma popolare e popolana, ma è anche uno dei luoghi di riferimento per il divertimento in città.

 Diciamo pure che il quartiere si divide in queste due anime anche fisicamente: mentre, infatti, intorno alla piazza di Santa Maria liberatrice si raccoglie l’anima più tradizionale e tradizionalista, quella del mercato, degli artigiani, delle piccole botteghe, di Remo, la pizzeria storica di Testaccio, del vecchissimo bar Giolitti, che sembra fermo agli anni 50, e del Piccolo Alpino, ristorante casareccio, dai prezzi modici, molto frequentato.L’altra anima testaccina è quella che si estende al di là ed intorno al Monte dei Cocci, intorno al Vecchio Mattatoio, dove da più di dieci anni risiede il csoa Villaggio Globale, punto di ritrovo per concerti e quant’altro, e da qualche anno sede del Macro, museo di arte contemporanea, poi, dallo scorso anno sempre nell’area del ex mattatoio ha sede l’Altra Economia, centro di valutazione e rivalutazione del mercato biologico ed equosolidale, con tanto di punti vendita e bar, essenziale che serve manicaretti realizzati solo con prodotti biologici. Insomma il posto giusto per vegani, animalisti e ambientalisti convinti.Ma torniamo un attimo indietro, partendo da via Galvani, d’angolo, trovate Il Seme e la Foglia, simpatico bar per un pranzo veloce o per un aperitivo, proseguendo verso il Macro trovate poi una sfilza di locali, più o meno alla moda, più o meno coatti, più o meno trash: così vi imbatterete in posti storici come il Ketumbar, ancora oggi punta di diamante del divertimeto capitolino, il Caffè Latino, poi proseguendo, per chi preferisce musica un pò più di nicchia, trovate il Metaverso (attualmente chiuso). Ma per chi ama la movida testaccina non può mancare un salto all’Alibi, una delle discoteche più frequentate dai giovani romani. Se non siete stanchi e avete ancora voglia di tirar tardi saltando e cercate qualche postaccio che sa davvero di feticcio, fate un salto allo Zoobar: il posto è grande, la musica varia, i prezzi decisamente onesti, come si dice dalle nostre parti.Ok, se invece, tutto questo non vi aggrada, se non vi attrae ne il commerciale nell’underground, provate il Csoa Villaggio globale, centro di iniziative culturali e rappresentazioni teatrali, come anche di concerti, ma forse un pò più sul genere freakkettone…Insomma come sia sia la notte è giovane, Testaccio è grande e vario, qui ne avete per tutti i gusti e, mi raccomando, alla fine delle vostre notti brave, prima di tornarvene a casa non disdegnate il buon kebab degli abusivi che trovate lungo la via di Monte Tesatccio e buona notte! per vedere tutte le foto clicca qui 

Numark PT-01USB: archivia vinili, dove e con chi vuoi…

Novità per i vinilmaniaci. La Numark lancia un nuovo giocattolino dal look volutamente retrò, essenziale e senza fronzoli. PT-01USB è un giradischi portatile con uscita usb, che permette di archiviare in mp3 i dischi in vinile, grazie a un’interfaccia semplicissima, e senza l’utilizzzo di un amplificatore con entrata phono. Basta attaccarlo al pc con un cavo usb, e il groove dei pezzi di plastica nera a noi così cari viene “catturato” al meglio. Il tocco vintage in più è dato da un altoparlante integrato, e dal suono un po’ gracchiante e meravigliosamente privo di dinamica e potenza, che ricorda i mangiadischi dell’infanzia perduta…

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