Archive for luglio, 2008

Festival di Benicassim 08: il reportage

Non c’era solo la curiosità di assistere ad un festival “internazionale” con una line up varia e meritevole che andava da Leonard Cohen ai Justice, ma anche di starsene tre giorni al mare spaparanzati al sole con la sola preoccupazione di pianificare gli orari per spostarsi da un concerto all’altro. Tanto è bastato per convincere la mia indomita pigrizia a preparare armi e bagagli per Benicassim, località di mare nella provincia Valenciana. Un festival, un evento di portata internazionale, più di 90 concerti e 80.000 persone.

Arrivati a destinazione, dopo il ritiro dei biglietti (che per la cronaca costavano 170 euro per 4 giorni di festival, campeggio compreso), sistemiamo la tenda in una delle tre aree riservate al campeggio. Scegliamo quella vicina all’area concerti: una spianata polverosa e senza alberi. Da li inizia il vortice che ci ha accompagnato per tutta la durata del festival, che, clima mediterraneo a parte, sembrava si svolgesse da qualche parte in Inghilterra: pelli bianche e accento cockney ovunque. Pochi i francesi, molto pochi gli italiani, pochi persino gli spagnoli.

Quattro palchi, 80.000 metri quadri di area attrezzata con bar, ristoranti, schermi giganti e chill out area. La giornata del festival iniziava alle 17.30 e finiva alle 8 di mattina. Impossibile elencare tutti i concerti; vi dico solo che c’era solo l’imbarazzo della scelta tra rock, pop, dance e avanguardia. Persi il primo giorno dove in scaletta capeggiavano i Nada Surf, These new Puritans, Black Lips e Battles, nonché i grandi Sigur Ros.

Venerdì
Il battesimo lo abbiamo il giorno dopo, venerdì, con i Babyshambles. Concerto carino, suonato bene. Niente colpi di testa o invettive. Piccola curiosità gossipara: il giorno successivo hanno suonato i The Kills di Alison “VV” Mosshart e Jamie “Hotel” Hince, coppia affiatata, almeno fino a quando lui ha lasciato lei per Kate Moss, storica ex di Doherty. Mi viene da pensare che cosa sarebbe successo se avessero suonato lo stesso giorno…
Gossip a parte dopo il gruppo della star Doherty si continua con i New York Dolls (che non ho visto per assistere al concerto degli Hot Chip) e con i My Bloody Valentine, che intravedo un po’ scialbi. Sul main stage successivamente mi godo la virata dance pop con Roisin Murphy e Mika, la prima una performer eccezionale, il secondo divertimento allo stato puro. Alle 5 è il turno dei Glimmers, grandiosi e trascinatori. La notte si chiude con Josh Wink che fino alle 8 fa muovere i corpi sotto il tendone del palco Fiberfib.

Sabato
Arriviamo tardi. Ci perdiamo quel burlone di John Spencer dedito a trastullarsi con il rockabilly dei suoi Heavy Trash. Arriviamo per i My Morning Jacket, una sorpresa. Si continua con i The Kills, una conferma, e il redivivo Tricky (dimagrito all’osso) che non esalta ma non delude. I Booka Shade calamitano l’attenzione degli under 25 più danzerecci. Il palco grande si chiude con il garage soul di Gnarls Barkley, quello di “Crazy”, che, tormentone radiofonico a parte, dimostra capacità vocali e musicali straordinarie. I Radio Slave sono l’ultima spiaggia per dimenarmi fino all’alba.

Domenica
Si chiude alla grande. Si comincia con Leonard Cohen, un gigante che intona canzoni da pelle d’oca. Pubblico estasiato per un’ora magica. Subito dopo mi attende Morrissey e il suo pop nobile. Qualche canzone degli Smiths e la sensazione che la storia musicale oggi passa da qui. Storia che calca il palco anche con Siouxsie, la sacerdotessa nera del punk che delizia con uno show rock con hit dei Banshees che fanno la gioia dei pochi dark rocker presenti. Chiude sul palco centrale i Vive la Fete, anch’essi divertenti e gran musicisti. Chirurgici i Justice: un loro live set è un’esperienza che si ripete serialmente: mani alzate e scaletta identica ovunque. Non mi cattura Richard Hawley. Alle 6 è tempo di recuperare armi e bagagli per tornare verso casa.

Lunedì
Si parte ma con la consapevolezza di aver assistito ad un evento unico. Ormai sono solito ripetere al mio compagno di viaggio che “Sono troppo vecchio per questo genere di cose e che questo è l’ultimo evento randagio che faccio”. Col senno di poi penso che solo gli stolti non cambiano mai idea.

Guarda tutte le foto del Festival.

19 luglio: gran finale per la XVIII edizione di Riccione Moda Italia

Una settimana di moda a 360° per la 18esima edizione di Riccione Moda Italia – Ricerca Moda Innovazione, conclusasi ieri, e che ha visto giungere nella Perla Verde sia le nuove leve del mondo della moda che importanti imprenditori del settore e giovani stilisti provenienti da Francia, Svizzera e Svezia che hanno affiancato i trenta finalisti del concorso. Guest star della manifestazione è stata l’ex Presidente della Camera dei Deputati, Irene Pivetti, giunta in riviera con la linea di gioielli da lei creata per Newd, i cui ricavi vanno a finanziare il programma di formazione “Learn to be free” per il diritto allo studio nei paesi in via di sviluppo. Il concetto della linea di gioielli creati da Irene Pivetti è quello di poter indossare in varie parti del corpo orologi e gioielli senza bisogno del supporto di cinturini, collane, bracciali, concedendo a chi li indossa una sensazione di straordinaria fluidità e libertà. Tra i personaggi giunti a Riccione per la manifestazione, anche importanti personaggi del mondo del fashion come Laura Lusuradi del Gruppo Max Mara; Gian Ettore Cantarelli, amministratore delegato di Jeckerson; Elena Salvaneschi, segretario generale del Mifur, Maurizio Galante, il nuovo alfiere italiano dell’haute couture parigina e Alessandro e Alberto Tesini titolari del brand “Non vale rullare”. Moda, approfondimenti, passerelle e feste caratterizzano da oramai 18 anni questa manifestazione che, alla fine di luglio, porta a Riccione una settimana “della moda” nella Riviera e nei suoi locali più glamour. Le passerelle di Riccione Moda Italia sono iniziate mercoledì 16 con il défilé “Looking for…ethichal feeling” presso l’Opéra dove hanno sfilato le creazioni di Royah, de Lo Spaventapasseri e dei finalisti del Concorso “Il Filo che Unisce” e, il “post passerella party” è durato fino all’alba tra bottiglie di champagne e modelle che hanno ballato sulla spiaggia. Il venerdì ha visto approdare la manifestazione nella prestigiosa location di Villa Mussolini con la moda internazionale: sulla passerella hanno sfilato i capi dei giovani stilisti provenienti da Francia, Svizzera e Svezia con il “tocco artistico” di coiffeurs e visagisti della Camera Italiana dell’Acconciatura che hanno mostrato le anticipazioni delle acconciature del prossimo inverno. La serata finale della manifesta zio, il sabato sera, ha visto un successo senza precedenti  con centinaia di invitati Vip del mondo della moda tra cui spiccavano Elio Fiorucci, Germano Zama, Paola Frani nonché i dirigenti di importanti realtà del settore. Al termine della sfilata, il giardino della Villa si è trasformato nella location per il fashion party a cui hanno partecipato gli ospiti della manifestazione e, tra bottiglie di champagne e flash dei fotografi, la festa è proseguita fino alle prime luci dell’alba suscitando l’invidia di quanti, rimasti al di fuori del parco, non vi hanno potuto partecipare. Guarda le foto migliori dell’evento.

Una, tante… Mille Parigi

Parigi è bella e divertente ad ogni del giorno e della notte e per ogni momento della giornata c’è il luogo giusto, il locale giusto, mentre passeggi puoi sempre imbatterti in un caffè bistrot di tuo gradimento: ce ne per tutti i gusti, dai locali adatti a famiglie e gente attempata, ai locali più giovani e trend a quelli più hard e trasgressivi.

Qui, più che altrove arte, moda design, gusto eleganza, ma anche curiosità, kitsch, hard, trasgressione, si mescolano continuamente donando alla città quella atmosfera che la rende unica. Passeggiando per il quartiere di Les Halles che è uno dei più centrali, lungo il dedalo di vie che incrociano Rue de Rivoli si trovano posti carini per mangiare e per un aperitivo, lungo la via del mercato, invece, a parte la pasticceria cara alla regina Elisabetta e qualche bar – bistrot unicamente per turista si trova ben poco. Se l’obiettivo, come nel nostro caso, è un cenetta in stile parisienne Le Tambour, in rue de Montmartre è quello che fa per voi. Per il dopo cena le scelte a Parigi sono tante, rimanendo in centro, passando accanto al centro Pompidou, ci si può dirigere nel quartiere Marais. Luogo di incontro di artisti (), cuore della comunità ebraica parigina, questa è una delle roccaforti dei locali omosex: Open bar, Amnesia Le queen solo per citarne alcuni. Ma, omosex a parte, Marais è il posto ideale per passare la serata dall’aperitivo al dopocena, fermandosi magari a mangiare gli splendidi falafel dietro a Place de Vosges, da l’As du Falafel… Ok, e qui non abbiamo ancora detto nulla….se siete davvero pronti alla trasgressione, se amate il kitsch e quant’altro Pigalle è una tappa irrinunciabile, ma dopo una certa ora, diventa difficile tenere lontani i buttafuori dei locali, neroni alti e grossi che insistentemente ti offrono ogni tipo di divertimento…magari è meglio non andare accompagnati, oppure optare, come ho fatto io, per una passeggiatina diurna….Sempre in tema di divertimenti tornando topograficamente indietro, subito dopo Marais, l’altro punto di riferimento per i locali è sicuramente Bastille. Qui le viuzze sono strette e caustiche, ci sono molti pub, bistrot e se ti va, proprio vicino alla metro c’è un posto che fa crepes eccezionali, ma sopratutto, proprio sulla piazza della bastiglia trovate il Cafè des Phares, uno dei primi cafè filosofici, qui oltre a fare dissertazioni, potrete mangiare, come ho fatto anche io, un croque monsieur (tramezzino ricoperto di formaggio, farcito con prosciutto). Altro quartiere degno di nota, sempre centralissimo è Odeon – Saint Germain de Pres, dove troverete anche una bellissima galleria coperta con due dei più antichi bistrot parigini, sono cari, ma una volta nella vita…Ora, lasciando alle spalle i quartieri più centrali, facendo un pò di strada in metro vale la pena andare a Belville. E’ un quartiere multiculturale, paragonadolo a Roma sembra di stare nei pressi della stazione Termini. Qui, oltre agli immigrati abitano anche artisti, pittori. Lungo la strada si trovano brasserie che vendono pani strani e dolci anche più strani…ma che superata la diffidenza è piacevole assaggiare. Di giorno si tiene un enorme mercato, dove i profumi forti delle spezie si mescolano agli altri dando l’impressione di trovarsi in luogo esotico lontano da Parigi….Qui trovi anche molti locali alla moda e interessanti come come L’Aram, dove si organizzano mostre, eventi, meating. Da queste parti ho mangiato il couscous più buono che abbia mai assaggiato… Ora, se, come me, rimarrete affascinati da Belville quello che fa per voi è il mercato delle pulci di porte di Clignancourt è eccezionale. Si tratta di uno dei mercati delle pulci più grandi d’Europa…. Qui potrete trovare mobili di antiquariato e moderniariato di ogni tipo, vestiti vintage e d’epoca di ottimo fregio, atelier di artsiti, come anche piccoli atelier di artisti, negozi di oggettistica, robivecchi..restauratori…fino alle moderne bancarelle di vestiti più dozzinali e a buon mercato. Anche qui un buon kebab è consigliato!

 Ecco un breve indirizzario

 Le Tambour, 41 rue de Montmartre - restaurantletambour.com

Centro Poumpidou. 19 rue Beaubourg - www.centrepompidou.fr

Le Queen – 102 avenue des Champs Elisèes - www.queen.fr

Amnesia – 24, rue de l’Arrivèe www.amnesia.fr 

As du Falafel – 32 rue Rosiers  

 Cafè des Phares – 7 place Bastille

 Aram – 99 rue du faubourg du Temple

 

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16.07.08: Venice Music Awards al Lido

Una concentrazione di talenti emergenti e pilastri della musica leggera italiana, tutti al Lido: un’anteprima dal vivo della trasmissione che andrà in onda lunedì 21 luglio in prima serata su Rai 2, gratis per i veneziani che si sono svegliati in tempo per accaparrarsi i biglietti, tra fan, semplici curiosi e quelli della “serata un po’ diversa…”. Un’ occasione per la stampa e per i fotografi, lasciati nel dubbio fino all’ultimo sulla possibilità o meno di immortalare i protagonisti durante la registrazione serale con il vestito di gala (chi più, chi meno…), tanto che in diversi ci hanno rinunciato. Non io, ovviamente, in prima linea dalla conferenza delle 12.00 al Casinò con i due conduttori (Amadeus e l’Arcuri, che si è fatta attendere quasi un’ora: menomale che c’era il rinfresco…), fino alla fine dello spettacolo, concluso all’01.30 perché non era sempre “buona la prima”, seguendo nel mezzo soundcheck e prove di tutti gli artisti. Dissennata? Si, un po’… Ma ci sono opportunità che, avendole a portata di mano, non intendo farmi sfuggire, come questa, per il piacere di incontrare ed apprezzare di persona i rappresentanti della musica italiana, che, proprio in momenti di tensione come le prove, mostrano spesso gli aspetti più interessanti del loro carattere. Poi c’è chi è più disponibile a farsi fotografare mettendosi in posa o scambiando due parole, come Paola e Chiara (premio per i successi nei paesi latino-americani), Morgan (ospite), i Finley (miglior gruppo internazionale), chi meno, chi ti prende in simpatia, chi dà più confidenza, come il “Califfo” (personaggio maschile dell’anno) che ha approfittato di una foto insieme per palparmi simpaticamente una coscia. Non sono mancati i capricci da star della Bertè (personaggio femminile dell’anno), che ha fatto accumulare parecchio ritardo durante le prove: il leggio all’altezza di Rita Pavone, il microfono da Cristina D’Avena, eccetera… Ma nemmeno sorprese di strepitose voci dal vivo: Roberta Faccani dei Matia Bazar (premio speciale “Assomela”) con i suoi acuti incredibili; la nostra “Amy Winehouse” (Giusy Ferreri, “The Voice” 2008), che intrepretando lo stravenduto brano “Non ti scordar di me”, scritto da Tiziano Ferro, fa venire i brividi; l’armonia nell’insieme delle voci dei vincitori di X-Factor, gli Aram Quartet, (tra l’altro molto simpatici). Tolgo punti a Lola Ponce, troppo costruita. Nota di merito ad Amadeus, invece: non era facile tenere il ritmo e l’attenzione del pubblico tutto quel tempo, pur coadiuvato dalla bellezza (e basta…) dell’amatissima Manuelona.

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Una Serata “Burlesque”

Pizzi, piume, merletti, busti e frustini, spugne e bolle di sapone in una parola miss la Plume…

Un vezzoso spogliarello nell’insolita cornice dei giovani e meno giovani della Roma bene, con tanto di paparazzi e una Flavia Vento entrata di soppiatto. Immaginatevi un piccolo palco allestito nello splendido giardino all’italiana che circonda la famosissima Casina Valadier, forse a qualcuno questo nome non dice nulla, ma a Roma questo nome riecheggia gli anni roboanti del cinema italiano anni 60, della Dolce Vita, dei grandi artisti e registi….Insomma, cercate di immaginarvi un posto meraviglioso, frequentato oggi da gaga e quant’altro per una serata teatro di uno spettacolino ose’ che fa sorridere gli attempati e attempate astanti, che intriga e affascina i più giovincelli, ma che sostanzialmente sembra un po’ estraneo al contesto, un tuffo in un quadro di Lautrec nella lasciva Parigi della bell’epoque. Se ci si guarda intorno non ci si può confondere, si fa quasi difficoltà a comprendere se lo spettacolo sia la varietà umana che si accalca in giardino, “mascherata a festa” o la deliziosa artista che si destreggia sul palco con la sua invidiabile lingerie…ma….

Piccantissima Eve La Plume volteggia sul palco agitando i suoi vestiti che man mano fa cadere a terra graziosamente e con delicatezza, sono momenti di pura poesia quando seduta sul pizzo di una sedia, la giovane donna si sfila delicatamente le calze….Tre i momenti dello spettacolo, quello con le piume sicuramente il più suggestivo, ma anche la chiusa nella vasca da bagno rosata, con tanto di spugna e bolle di sapone era davvero niente male! Burlesque che si prende gioco degli astanti incantati da un fascino ed un erotismo d’altri tempi.

 

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