Europe @ Ascoli Piceno

Il concerto della mitica band anni’80  in Piazza del Popolo

Cosa c’entra un concerto alle soglie dell’Heavy Metal, se pur dichiaratamente soft, con una Piazza Rinascimentale del 1500?
E’ la domanda che ci siamo posti un po’ tutti, sudati ed assetati (stop vendita birra ore 19, manco fossimo Hooligans) alla fine delle due ore di rock puro offerto dagli Europe, sabato 26 Luglio ad Ascoli Piceno. Ci si potrebbe riempire la bocca con parole del tipo ‘diversificare’, ‘accostare generi e stili’, ‘mettere in relazione un linguaggio giovane con la cultura di uno spazio’, ecc. “Ma noi siamo scienza e non fantascienza!”, come diceva qualcuno.

Sicuramente un cattivo voto meritano i buttafuori, energumeni con sete di potere per un giorno, disinformati e disinteressati, baldanzosi eroi nei confronti dei fan entusiasti, ma incapaci di bloccare un esaltato prima che placasse Tempest durante un brano e un pazzo poi, che su ‘the final countdown’ si arrampicava su un traliccio dell’americana del palco fino a circa 10 metri d’altezza: Baudo e Cavallo Pazzo docet!

La qualità fonica, sicuramente sottopressione per questioni di decibel (rock in una piazza del 1500?), ha creato problemi al povero Joey per tutto il concerto, a tal punto che lui stesso ha staccato più volte fili e cavetti, lanciandoli in malo modo ai tecnici di palco; e che qualcosa non andasse nel verso giusto lo si era capito: problemi con le spie, con i cavi delle chitarre, la band che faticava a sentirsi in scena, pezzi di testo saltati a piè pari…insomma un concerto in salita.
Ed è per questo che agli Europe, non da nostalgici, né da fan accaniti, diamo un bel 8!

Bravi; 2 ore di fuoco con chitarre e bassi da percussione; un Joey Tempest in piena forma, anche se 45enne, con tanto di asta bianca da riporto. Hanno regalato un viaggio tra pezzi orecchiabili di rock puro suonati a dovere con grande professionalità, presenza scenica e generosità. Un concerto essenziale che trasuda energia. Brani amati, noti e poco noti, che ancora, dopo vent’anni, lasciano intendere che forse il grande successo anni ’80 degli Europe non sia stato un caso legato ad uno o due pezzi ‘azzeccati’, ma un naturale evolversi del progetto di un gruppo di innegabile talento e che sa ‘fare’ musica.

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