22 luglio 2008: Live for Emergency in Piazza San Marco

”Sto andando al concerto di Vinicio Capossela!”, ho detto di fretta, entusiasta, con la fotocamera in mano, alla mia coinquilina trovandola sull’uscio di casa. Certo, era lui che mi interessava soprattutto, tra i tre grandi protagonisti dell’evento Live for Emergency in Piazza San Marco. Mi permetto di arrivare qualche minuto in ritardo per mangiare un boccone, tanto per primo suona quel “one man band” australiano… Xavier Rudd mi pare si chiami… e già qui la prima sorpresa: mi trovo di fronte un ragazzo biondo dallo straordinario talento che non conoscevo (che ignorante!), che utilizza contemporaneamente chitarra acustica e slide stile Weissenborn, canta e si accompagna alle percussioni in modo stupefacente, e suona ben tre didgeridoo, quel curioso strumento a fiato degli aborigeni australiani dal barbiturico suono, montati su tre sostegni per soffiarvici senza utilizzare le mani. Un mix di ritmi folk, blues, rock, reggae e suoni della natura che vengono fuori dall’anima e che rapiscono il pubblico. La seconda sorpresa è un nuvolone scurissimo che fa da gotica cornice alle cupole della basilica di San Marco alle mie spalle, minacciando lo svolgimento dei prossimi due concerti. Ma intanto, dopo il complicato cambio di palco, arriva lei, con il suo sorriso solare, a non far pensare al peggio alle circa 2000 persone presenti… è la 67enne Joan Chandos Baez, da sempre attiva per i diritti civili. Propone una carrellata dei suoi brani più famosi, quelli impegnati e quelli d’amore, sfoderando nel repertorio anche le canzoni italiane da lei amate, come “C’era un ragazzo…” e “Un mondo d’amore” Morandi, con un carisma tale da incollare alla sedia, almeno fino all’arrivo del primo acquazzone che costringe i non attrezzati di ombrello o k-way, come me, a rifugiarsi sotto i portici. “The show must go on”… intanto schiacciata tra la gente al riparo, incontro un amico che ha un’attrezzata sala prove a Venezia, che mi racconta di aver prestato quel pomeriggio lo spazio proprio a Vinicio e la sua band… ma che fortuna, uffi! Piove fino alla fine del concerto della Baez, poi il cielo si riempie di stelle. Più di mezz’ora di preparazione del palco e arriva in sordina Capossela. La gente si riaccomoda asciugandosi la sedia, ma per poco: “Maraja” come al solito fa balzare tutti in piedi a ballare accalcandosi sotto il palco, scombussolando la vigilanza. E’ lo stesso indomabile cantautore costretto ad invitare il suo pubblico a sedersi ad ascoltare il suo nuovo singolare progetto di “fatica, tensione, bellezza”, accompagnato dal violoncellista Mario Brunello e dal violista Paolo Pandolfo. Notevole, geniale, ma resto affezionata al Capossela dell’ “una e trentacinque circa”…

Guarda tutte le foto della serata

Leave a Reply