Archive for giugno, 2008

CaleidoscoPitti

Fortezza da Basso: albergo di vecchia data per piccoli e grandi marchi della moda maschile. Ognuno ha la sua stanza, quasi sempre la stessa: nuova edizione stessi corner. Ma dopotutto la stampa e gli addetti ai lavori vivono Pitti Immagine Uomo più per la gioia del macroscopico, dell’allestimento, dell’eventistica, del party, che non del prodotto, eccezion fatta forse per le collezioni presentate nella sezione Welcome to My House: trionfo di colore e grafica con un twist indie.


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Napoli Teatro Festival dal 6 al 29 giugno. Cronache di due inviati speciali

Come dice il mio amico Valerio “quello del critico teatrale è un mestiere duro ma qualcuno deve pur farlo”. E dunque eccoci qui, Eleonora e Valerio, rispettivamente 2night Firenze e Milano, tra i finalisti del concorso di critica teatrale Lettera 22. In una caoticissima Napoli ci abbuffiamo di pizza e mazzarella di bufala, ci diamo allo shopping (almeno per quanto mi riguarda ne devo approfittare, qui i prezzi sono iper-ultra-mega convenienti!), tra tutti i colori e i suoni di un’estate napoletana. Molti gli amici incontrati, i volti di chi come noi passa le giornate in una sala stampa che è stata ribattezzata sauna-stampa (non credo ci sia bisogno di ulteriori spiegazioni…), in compagnia di computer spaziali, ipertecnologici, lavorando alle nostre recensioni. Tanti, tantissimi gli spettacoli. Tutti di alto livello, molti con un comun denominatore: abbattere le barriere tra attori e spettatori, palco e platea. E’ così dunque che il nuovo lavoro di Enrique Vargas “Cosa deve fare Napoli per rimanere in equilibrio sopra un uovo”, ci porta in un percorso tutto sensoriale, nel quale siamo guidati, per buona parte ad occhi chiusi, tra odori e rumori. Teatro non è più dunque qualcosa da “andare a vedere”, ma piuttosto da vivere sfruttando anche i sensi solitamente meno stimolati: l’olfatto e il tatto. Un altro percorso quello dello spettacolo “Lei. Cinque storie per Casanova” di Luca De Fusco, stavolta nell’affascinante cornice della Certosa di San Martino, davanti a noi l’intero golfo di Napoli nella luce calda del tramonto. Il teatro si trasferisce fuori dal teatro nella pièce “England” di Tim Crouch, tra le opere di una galleria d’arte ogni sera diversa. “Guardate!”, “guarda!” esortano gli attori in mezzo al pubblico. Tante belle cose e tante belle storie in una città ricca di contraddizioni in cui il costante e incessante suonare dei clacosn si mescola all’odore del mare, in cui ordinare una pizza è già di per sè una scenetta teatrale. Tutta la città è un grande teatro, a noi visitatori, turisti, giornalisti o comunque ci vogliamo definire, il privilegio di assistere allo spettacolo di una città intera, una città fuori dal comune, nel bene e nel male. Napoli: città teatro, non solo per le tre settimane di festival.

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Sfilano le più belle donne della tv a Amore e Moda 2008!

Pioggia di bellone del piccolo schermo per l’ottava edizione di “Amore e Moda”, tradizionale fashion show nella magica cornice di Trepponti di Comacchio, presentato da una impeccabile Emanuela Folliero. La serata ripresa da Rete4 ha visto sfilare sulla suggestiva passerella che ormai ha preso il posto di Trinità dei Monti: la Miss Italia Cristina Chiabotto, la valletta sportiva Camilla Moraes, Adriana Volpe, Filippa Lagerback, l’ex Miss Roberta Natalia Mesa Bush, Raffaella Fico del GF8, Michela Coppa, Ramona Badescu, la top model Eva Riccobono (lanciata come attrice da Verdone) e Belen Rodriguez, la fidanzata argentina del calciatore Borriello arrivata direttamente dagli Europei con il titolo di ragazza più sexy. Sono scesi dalle scale anche due esponenti del machismo nazionale, Costantino Vitagliano con i suoi bei pettorali in mostra e Walter Nudo: della serie non ci facciamo mancare niente..

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Ntfi: ‘Le Troiane’ made in Europe

Cronache dal Napoli Teatro Festival Italia.

Ci sono un italiano, un francese, un portoghese e un belga, ma non è una barzelletta!Sono gli attori selezionati per ‘metter su’ la prima Compagnia Teatrale Europea, che nasce proprio per il debutto del Napoli Teatro Festival Italia. Si porta in scena ‘Le Troiane’ di Euripide, ma è solo l’inzio. Il progetto è assai ambizioso; si lavora al di là della lingua, della provenienza e dello stile: ogni attore porta nella sua intepretazione il suo paese, il suo codice, il suo ‘colore’. E’ qualcosa di altamente aggregante e fa specie in un momento storico in cui ‘disgregare’ è la parola d’ordine. Si cambia la regia, anche quella passa di paese in paese, e l’autore. La compagnia resta la stessa, le lingue pure. In scena si vede così non più un teatro nazional popolare, ma europeo, e i grandi autori ne escono rinvigoriti. E’ il caso di queste Troiane di Euripide, ricche di spunti, malgrado la difficoltà a comprendere i vari passaggi da una lingua all’altra.  Si comprende che i drammi, universalmente riconosciuti, celati dietro la maschera delle leggende greche, sono sostanzialmente la radice di questa vecchia Europa; l’allestimento è soffocante, malgrado si reciti in uno spazio aperto: in realtà è soffocante la vicenda delle troiane sorteggiate per entrare come schiave nei letti dei Greci vincitori. La musica fa il resto. Il concetto di violenza sull’altro non è assai lontano da quello che si vive tutt’oggi in molte nazioni del mondo. E’ l’umanità che violenta se stessa. Ora, quando ci sono (in scena) un italiano, un francese, un portoghese e un belga, non si può più ridere.

La festa finale di Hysterics

Ma com’è che gli appuntamenti più divertenti sono quelli che finiscono troppo presto? Mah! Forse non c’è risposta a questa annosa domanda, fatto sta che la fine della stagione di Hysterics è veramente una cosa triste. Perché è un’occasione unica per vedere sfilare la creatività e la follia di giovani stilisti underground, divertirsi, ascoltare musica e bere un drink.

La location è il solito Circolo degli Artisti, agghindato per l’occasione con tanto di giardino illuminato. Appena entrati si è subito attratti dalla girandola di vestitini cool, sia in vendita che indossati dalle persone che girano tra i banchetti: oh, i banchetti! Sono una delle attrazioni della serata, pieni di ninnoli e vestiti, abitini, poster, gioielli ed oggeti d’arredamento veramente, veramente belli e particolari. Al centro del giardino c’è l’immancabile performance, con due writers che prima hanno dipinto due muri di mattoni e poi li hanno distrutti: naturalmente, come da moda nell’arte contemporanea, i pezzi vengono contrattati mentre vengono distruiti. Improbabile banditore d’asta (in un’asta, naturalmente ironica, che di vero aveva solo i mattoni volanti) un pagliaccio di bianco vestito. Il pezzo forte della serata (oltre ai amati banchetti in giardino…) sono le installazioni nella prima sala del Circolo, dove tra schermi incastonati in corpi di donna, carta igenica d’artista e parricchieri all’opera, l’atmosfera scanzonata “semi cool” rende sopportabile anche il caldo. Puntualissimo, alle 22, comincia il primo evento della sera: la sfilata di Yu, con le modelle bioniche, pelate “appositamente” dagli stylist di Contesta Rock Hair. E poi, il botto finale, con la passerella delle padrone di casa, le Hysterics con i loro abiti dove “gli chiffon si fondono alla pesantezza dei capospalla”, per una sfliata in cui sul trono ci stanno “femminilità ed ironia, per una donna che ostenta la propria personalità”. Mmm, ora svengo…. va bene, anche questa è andata, ora via all’aperitivo con dj-set, per una fine stagione davvero stilosa!

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