22-31 Maggio – Energia creativa in Puglia con la XIII Biennale dei Giovani Artisti

Gli spazi sono tanti nel quartiere fieristico ed i momenti d”incontro ed esposizione si susseguono incalzanti dallo Spazio Cinema, con la proiezioni di 40 film, alla Casa della Parola, con 25 appuntamenti di poesia e letteratura, due palchi teatrali per spettacoli di danza e teatro oltre a due grandi padiglioni dedicati alle opere visual ed Aplied Arts e un Acoustic stage.
Questa è  la Biennale dei Giovani Artisti dell”Europa e del Mediterraneo, una occasione unica al mondo e a disposizione di chiunque voglia farsi travolgere da questa diversità creativa.
Oltre 700 artisti provenenti da 46 Paesi, più di 400 produzioni artistiche nelle varie categorie: pittura, scultura, comics, installazioni, design, concerti, rappresentazioni teatrali, danza, cortometraggi, video, film, sfilate di moda, realizzazioni di piatti originali di giovani cuochi, video installazioni, reading di letteratura e poesia, sound poetry, seminari, workshop, meeting, forum.
Opening event organizzato da MTV Italia con il concerto in anteprima nazionale di Meg, già voce dei 99 Posse, che ha scelto la Biennale per inaugurare il tour Psychodelice.
La più importante “kermesse” della creatività giovanile europea che si è svolta per la prima volta a Barcellona nel 1985 ed ha avuto quattro  edizioni italiane, a Bologna, Roma, Torino e Napoli.
Kairos è il tema della manifestazione, suggerisce che questo è il momento in cui il cambiamento è possibile. I giovani artisti della Biennale vivono ora il loro kairos, perché sono capaci di vedere prima degli altri il cambiamento e di sentire casino un vigoroso impulso verso un”ulteriore evoluzione.
E loro cosa ne pensano? La voce è univoca. “Finalmente! Da tempo noi giovani sentiamo la mancanza di spazi dove sibirci, di strumenti per farci conoscere”, sottolinea il cantante dei Drivers, uno dei tanti gruppi che si alternano sul palco. “Sono contenta di esserci e di averla scoperta. dice Francesca de Rubeis, di Pescara. Non sapevo ci fosse un evento come questo, nonostante esista da 26 anni. Lampi di luce, suoni vivaci, colore ma anche tanto dolore, incertezza, urla di sofferenza che vengono fuori dalle opere di questi giovani che la sofferenza l”hanno vissuta e la vivono quotidianamente, come quelli provenienti dalle regioni mediorientali e balcaniche. I più attivi, i più vivaci nel voler fare e farsi sentire. L”arte ha le sue tradizioni e la sua bellezza e questo può influenzare i sentimenti più profondi, l”arte può essere intensa e provocatoria, aumentare la percettività e colpire i sensi. I giovani creatori possono trascendere i limiti che la tradizione e l”inerzia hanno imposto e possono raffigurare e interpretare, sollevare problemi, proporre un cambiamento, contribuire alla comprensione, esprimere il disagio, aumentare la speranza. “La necessità aguzza l”ingegno, suggerisce Lorenzo Scariggi, giovane fotografo barese che espone le sue istantanee “vissute” proprio in quelle terre martoriate, così vicine alla nostra eppure così lontane dal benessere e dell”occidente. “e la bravura di un artista si vede dalla sua capacità di creare ed inventare con strumenti poveri, con idee e vero istinto creativo”.
Una manifestazione che ha lasciato un segno indelebile in ogni città dov’è stata, stimolando la crescita culturale e l’attenzione alla produzione artistica giovanile, formando una generazione non solo di artisti, ma di addetti ai lavori e di appassionati, spiega Emina Dzaferovi dalla Bosnia.
Un”allegra babele dell”arte: un luogo speciale per accogliere gli artisti, i media, gli operatori ed il pubblico in un percorso artistico che termina il 31 maggio, non resta che “esserci” e cogliere il “kairos”, il momento…

Leave a Reply