E’ l’ora d’una black punk revolution?

Che il “sound del momento” in Europa sia figlio dei sintetizzatori anni ‘80 – ‘90 lo sentono un po’ tutti. L’uso del pc come fonte universale di suono ha un po’ scocciato e ogni produttore si riconosce dall’uso di questa o quella tastiera. Ad esempio il re Mida del pop Timbaland trasforma in oro qualunque star tocchi, da Justin Timberlake a Nelly Furtado e per questo lo ha preso pure Madonna. Stesso discorso per il pubblico italiano un po’ più chic, quello che solo da qualche mese impazzisce per le melodie elettroniche di Sebastien Tellier, vicino ai Daft Punk e pure alla melodia. Sempre di citazioni ‘80 – ‘90 si tratta. Cosa ci prospetta il futuro? Si può sperare in un repentino cambio di rotta verso il futuro, o verso un passato più ribelle, che poi è più o meno la stessa cosa.

La nuova pubblicità Ceres mette in scena un gruppo punk – cartone animato, e un po’ di sane schitarrate in faccia alla famiglia Ciccone male non ci starebbero affatto. Nella scena indie invece impazza già una black music bastarda, a cavallo tra pop, reggae, hip hop ed elettronica. E’ il suono delle CSS, di M.I.A. e pure della bella Santi White, 50% dei Santogold insieme a Johnny Rodeo. Dentro la loro musica c’è pure il soul attuale di gente come Gnarls Barkley e una sana voglia di farsi notare facendo, udite udite, un pizzico di avanguardia. Nel video di “L.E.S. Artistes”, Santi White canta un strano pezzo sul razzismo a cavallo di uno stallone nero e al suo fianco ha pure due ballerine vestite come pantere nere…

Per un giro su Myspace:

www.myspace.com/santogold

www.myspace.com/mia

www.myspace.com/canseidersexy

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One Response to “E’ l’ora d’una black punk revolution?”

  1. SergenteCalippo  on maggio 8th, 2008

    Mi sa che l’uso del PC come generatore sonoro non è che abbia scocciato così tanto, come dimostra il proliferare di virtual instruments che emulano le sonorità caratteristiche di quasi ogni macchina esistente, dal B3 al DX7 passando per il mellotron e il wavestation, ormai negli studi c’è sempre meno outboard e sempre più software.
    Anche l’ipotesi che ogni produttore si riconosca dall’uso esclusivo o predominante di sonorità riconducibili direttamente a questa o quella macchina mi pare un po’ traballante… 😐


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